Avversari
  • Floyd, sceriffo in declino
  • Dougie, aiuto sceriffo
  • Harry, aiuto sceriffo
  • Pierce, giornalista che meglio non avere come amico
La Storia: Pugno d'Acciaio MV 84

Magico Vento e Poe sono a Quiet Town, paesino in cui le armi sono bandite per un editto dello sceriffo Floyd, senza essere il paradiso di tranquillità che ci si aspetterebbe. Infatti l'attività a cui sembrano dediti tutti, ma proprio tutti, gli abitanti è scazzottarsi dalla mattina alla sera. Si organizzano incontri più o meno legali in ring improvvisati, ci si batte a savatè nei vicoli e ci si scontra in gigantesche risse fuori dai saloon.

Poe è stato invitato dal suo amico giornalista Pierce, per una conferenza sulla pace e sui rapporti fra coloni e nativi americani, che hanno combattuto dalla stessa parte durante la guerra di secessione e ora sono di nuovo messi uno contro l'altro dalla politica guerrafondaia del governo.

Ma Pierce ha invitato Poe per un ben differente motivo. Gli abitanti sono sotto il giogo prepotente dello sceriffo Floyd. Ex alcolizzato, ha esteso il suo rigido codice di condotta morale a tutti i cittadini e infierisce spesso con inutili punizioni e nottate alla gogna. Pierce ha un contenzioso atavico con il prepotente sceriffo e spera che l'arrivo di Poe possa causare un incidente diplomatico, che costringa Floyd ad andarsene dalla cittadina.

Magico Vento invece assiste addolorato alle condizioni di vita dello sparuto di gruppo di indiani che vivono a ridosso della città; come unica fuga dall'emarginazione, i giovani si esibiscono negli incontri di pugilato organizzati da Lydon, che li sfrutta per fare qualche soldino con un'oculata gestione delle scommesse.

La sua preoccupazione è condivisa da Pugno d'Acciaio, un gigantesco e fiero indiano, venuto a Quiet Town per guardare con i propri occhi il posto nel quale le armi sono bandite e bianchi e rossi si scontrano ad armi pari nella nobile arte della boxe. Trova dei fratelli rossi che hanno abbandonato la loro cultura per adattarsi a vivere delle briciole dei bianchi, nell'illusione di una integrazione che è solo apparente.

Completano il quadro dei coloriti personaggi Clad, un colosso al quale il pugilato ha lasciato come dono un cervello rintronato e sua moglie Peggy Sue, che, a suo modo, lo ama e lo protegge anche se non disdegna di tradirlo di frequente.

Uno spaccato sull'origine della boxe che Manfredi utilizza per riproporci il tema dell'emarginazione e del falso riscatto che aveva già trattato nella splendida Fango, anche se in tono molto più leggero. In questa ottica stona un po' la morte di Floyd ma, come dice Magico Vento, il finale se lo è scelto lui, che, nonostante tutti i suoi sforzi, concepisce la violenza come unica dimensione di prestigio sociale.

Vittorio Sossi

Alleati
  • Cielo - in - tempesta, sconsiderato pugile
  • Lago nero, sconsiderato pugile
  • Roccia - che - Rotola, sconsiderato pugile
  • Pugno d'acciaio, gigantesco indiano
  • Lydon, manager di boxe
  • Peggy Sue, disinibita fanciulla
  • Clad, pugile suonato marito di Peggy
  • Belly, pugile
  • Block, reverendo dalle mani pesanti
  • Tanner, insegnante patito della Montessori
  • Bob, sfortunato mingherlino
  • Poe, giornalista

 

Locazioni
  • Quiet Town, cittadina per nulla quieta
  • The Quiet American, giornale
  • Accampamento indiano, a ridosso di Quiet Town
  • Fattoria, di Clad e Peggy Sue
Frasi
  • Non esiste una guerra giusta, come non esiste una pace ingiusta (Poe che cita Franklin davanti alla platea)
  • Sinceramente dubito che una scazzottata possa essere definita "sana" (riflessione di Poe)
  • Cielo mio marito! ... Ho sempre odiato questa battuta... (dialogo fra Poe e la discinta Peggy Sue)
  • ... il finale se lo scelto Floyd! (riflessione di MV)
Pugno D'acciaio
copertina di magico vento 84
copertina del numero 84 di Corrado Mastantuono
Blizzard Gazette
pugni proibiti
Data Uscita
giugno 2004
Navigazione
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sequenza
la pacifica e accorata arringa di Poe e... la sua chiassosa conclusione
Copertina
Corrado Mastantuono
 
Autori
Gianfranco Manfredi
Mario Milano