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Le pagine sui fumetti in rete| edicola | Zagor

Scheda sul numero 503 di Zagor

scheda realizzata da Vittorio Sossi
ATTENZIONE: nelle sinossi troverete la trama della storia.
Le immagini sono proprietà dei rispettivi autori, sempre indicati, e utilizzate solo a scopo informativo.

Copertina
copertina di Gallieno Ferri 
			© Sergio Bonelli Editore

Zagor 503

collana: Zenith Gigante 554

periodicità: mensile

Data Uscita: giugno 2007

pagine: 100

prezzo: 2,70 euro

Titolo:
la foresta morta

Storia:
La Valle Misteriosa (terza parte)

note: conclusione della storia di Entak

editore: Sergio Bonelli Editore

copertina di Gallieno Ferri
© Sergio Bonelli Editore

La Storia

La Valle Misteriosa (terza parte)

autori: Ade Capone storia, Gallieno Ferri disegni, Omar Tuis Lettering

avversari: Entak misterioso Spirito della Foresta;

Personaggi principali: Cico amico fraterno di Zagor;

Sinossi

La Valle Misteriosa (terza parte)

Nello scorso numero, Zagor era riuscito a fuggire dalla base di Entak, ma non era riuscito ad avvertire i militari dell'imminente attacco che i servitori dello Spirito della Foresta si apprestavano a sferrare.
Abbiamo lasciato i soldati accerchiati dai servi di Entak e Zagor, che sta combattendo una guerriglia personale dal folto del bosco e che è finalmente riuscito a recuperare lo sfortunato Cico, caduto sotto l'influenza di Entak nello scorso numero. Depositato il messicano svenuto in un posto sicuro, Zagor torna ad osservare il teatro dello scontro.

Quello che vede è una vera sorpresa. I militari dopo aver stordito il testardo maggiore Powell, si sono arresi ad Entak, preferendo una vità di schiavitù mentale ad una morte certa.
Una ben più amara sorpresa lo attende quando torna a recuperare l'amico svenuto. Cico non c'è più. Si è allontanato ancora in stato confusionale. Le tracce portano sull'orlo di uno strapiombo che precipita su un ruscello impetuoso. Nulla da fare: di Cico non c'è traccia.
Ma la cosa si risolve in breve tempo. Cico stava solo girovagando senza meta nella foresta, preda degli incubi causati dall'acqua del lago che aveva bevuto. Subito dopo crolla nuovamente a terra addormentato e Zagor resta a vegliarlo.

Nel frattempo Entak, scosso per le numerose perdite fra i suoi uomini, inizia a dubitare della missione che si è prefisso. Shakan però dimostra di avere un ferreo controllo su di lui, dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, di essere lui l'anima nera della vendetta, assetata di sangue.

Quando Cico riprende i sensi, Zagor gli espone il piano che ha ideato. Bisogna tornare all'isolotto e fermare Shakan prima che assoggetti anche i militari, ma occorre superare le guardie. Cico fungerà da elemento di distrazione, dopotutto gli altri lo credono ancora sotto l'influsso di Entak.
Nonostante un po' di patemi d'animo per il messicano, lo stratagemma funziona e Zagor si intrufola nel territorio ostile. Spia l'accampamento dei seguaci di Entak e vede che i militari sono ancora prigionieri e non hanno ancora bevuto l'acqua del lago, che li priverebbe della volontà. Poi si dirige verso il lago.
Si apposta sulla riva e prepara un'entrata ad effetto spargendo la polvere da sparo delle pallottole sul terreno.

Qualche ora dopo, giunta la notte, arriva al lago un mesto corteo. Tutti i seguaci di Entak scortano i militari verso il rito che li priverà della volontà. Arriva anche una rappresentanza dei capi tribù chiamati a partecipare al rito, per ribadire la potenza dello Spirito della Foresta e spazzare via le ultime titubanze di fronte ad una strada che porterà gloria, ma anche molte vittime.
Tutti pendono dalle parole di Entak, l'unico che ancora dimostra un orgoglio sprezzante è Powell, ma viene immediatamente messo a tacere.

Per Zagor è il momento di agire. Prima squarcia la foresta con il suo caratteristico grido di battaglia e poi dà fuoco alle polveri apparendo improvvisamente nell'oscurità, avvolto da una cortina di fiamme.
L'unica carta che può giocare è sfidare e battere Entak davanti a tutti i capi. Questa volta ha il vantaggio di conoscere la forza dell'avversario e spera di riuscire anche ad individuare eventuali punti deboli.
Entak non può far altro che accettare il duello per non perdere la faccia.

Il duello è cruento, ma questa volta Zagor non è stordito dall'acqua del lago e colpisce con tutta la forza a disposizione. Riesce così a bloccare Entak tenendogli un coltello puntato alla gola.
Gli ordina di rilasciare i soldati e si fa promettere da Powell che non ci saranno rappresaglie militari. I due nemici accettano le condizioni, Entak è rimasto particolarmente impressionato dalla potenza di Zagor e crede che sia veramente un inviato di Manito.
Si ribella finalmente all'influenza di Shakan, che invece non vorrebbe cedere di un passo; e il vecchio è costretto al silenzio.
Sembra tutto risolto ma c'è una serpe nascosta nell'erba.

Dente d'Orso, il guerriero Onondaga sconfitto da Zagor nel numero 501, considera la resa di Entak come un tradimento e gli spara dalla riva del lago, riuscendo a ferirlo.
Shakan ne approfitta per scaldare gli animi e scagliare gli indiani contro i militari, affermando che era tutto un piano di Zagor per uccidere lo Spirito della Foresta.

Zagor ordina ai militari di fuggire e si getta a nuoto nel lago per raggiungere il cecchino, nella speranza di dimostrare che non si trattava di un militare. Dente d'Orso però non si ferma al vile attentato. Con una torcia dà fuoco alla foresta morta, i cui rami secchi avvampano immediatamente.
Indiani e soldati cercano scampo dalle fiamme, ma contemporaneamente si danno battaglia. Zagor raggiunge Dente d'Orso e lo disarma, poi è costretto a lasciarlo andare perché deve occuparsi dei sopravvissuti di entrambi i lati.
Fra le fiamme si imbatte in Entak e Shakan. Entak potrebbe ucciderlo ma si dimostra una volta di più un avversario onorevole, ignorando ancora una volta i consigli sbagliati e carichi di odio del vecchio.
Saranno gli ultimi momenti di vita di Shakan, che vede svanire le ultime speranze quando un tronco infuocato gli precipita addosso.
Alla fine tutti i contendenti si radunano attorno al vecchio morente, che racconta per intero la storia sua e di Entak e i motivi della rabbia che covava dentro.

Shakan, figlio di uno stregone, dopo essere stato scacciato dalla sua tribù per aver osato sfidare il proprio sakem ed aver perso il duello, aveva condotto l'esistenza sbandata che aveva raccontato nel numero scorso a Zagor, tacendo però sull'epilogo della storia.
La molla che lo aveva spinto a vincere l'alcolismo e recuperare dignità era stato l'omicidio gratuito di un indiano, che era venuto in paese a vendere le pelli. L'uomo, in punto di morte, lo aveva pregato di riportarlo nel luogo dove viveva, per essere seppellito.
Shakan aveva così incontrato la moglie dell'uomo e il figlioletto, colui che sarebbe diventato Entak.
Alla fine Shakan aveva piantato le tende lì, innamoratosi della madre di Entak, e aveva trovato finalmente una famiglia e una serenità.
Ancora una volta però, avrebbe dovuto maledire gli uomini bianchi: un gruppo di cacciatori ubriachi avevano distrutto la sua tenda e ucciso la donna che era diventata sua moglie.
Erano rimasti da soli lui e il piccolo Entak. Aveva deciso così che avrebbe educato il ragazzino all'odio e alla vendetta, e sapeva di potergli dare i mezzi per vendicarsi.
In una visione riuscì a carpire il segreto della Foresta Morta e le proprietà delle acque della sorgente del lago, in grado di privare della volontà gli uomini e renderli asserviti a chi avrebbe saputo approfittarne.
Aveva provato l'efficacia dell'acqua direttamente sul ragazzo che era diventato suo figlio, tenendolo sotto controllo ed educandolo alla vendetta.
E poi aveva creato la fama di Entak
Shakan al termine della storia spira fra le braccia di suo figlio. Entak decide di abbandonare la sanguinosa strada del padre putativo e di distruggere quella sorgente che aveva portato solo morte. Dal canto suo il maggiore Powell rinuncia a qualsiasi rappresaglia.
Zagor ed Entak dalla storia simile ma contrapposta, si separano salutandosi da amici...

Puoi trovare una scheda più completa sull'avventura appena conclusa nel mio sito Il Viaggio di Zagor a questo link

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