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Le pagine sui fumetti in rete| edicola | Zagor

Scheda sul numero 487 in edicola di Zagor

scheda realizzata da Vittorio Sossi
ATTENZIONE: nelle sinossi troverete la trama della storia.
Le immagini sono proprietà dei rispettivi autori, sempre indicati, e utilizzate solo a scopo informativo.

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Copertina
copertina di Gallieno Ferri 
			© Sergio Bonelli Editore

Zagor 487

collana: Zenith Gigante 538

periodicità: mensile

Data Uscita: febbraio 2006

pagine: 100 - 94 tavole

prezzo: 2,50 euro

Titolo:
IL TEMPO DELLA VENDETTA

Storie:
L'UOMO VENUTO DALL'ORIENTE (terza parte)

editore: Sergio Bonelli Editore

copertina di Gallieno Ferri
© Sergio Bonelli Editore

Le Storie

L'UOMO VENUTO DALL'ORIENTE (terza parte)

autori: Moreno Burattini storia, Massimo Pesce disegni, Giuseppina Caresana Lettering

Personaggi principali: Takeda samurai; Robson ingegnere

Sinossi

L'UOMO VENUTO DALL'ORIENTE (terza parte)

Nello scorso numero Zagor aveva individuato i responsabili dei sabotaggi ai danni dell'ingegner Robson e del cantiere ferroviario in alcuni vigilantes. Dopo aver inseguito il capo dei sabotatori, Grimm, aveva scoperto che i banditi tenevano in ostaggio una ragazza cinese in una caverna. Jeng, questo il suo nome, era stata rapita per portare allo scoperto il giovane samurai Takeda, colpevole di essersi opposto alla violenza criminale di Carrizo, un altro dei vigilantes corrotti.
Zagor e i rapitori avevano ingaggiato un conflitto a fuoco durante il quale Jeng era stata ferita da un proiettile vagante.
Nel frattempo Takeda, per amore della ragazza, si era buttato a pesce nella trappola tesagli da Carrizo.
Quello che Zagor ancora ignora, è che Takeda è giunto negli Stati Uniti dal Giappone con una missione irrinunciabile in base al codice d'onore del bushido: uccidere proprio Zagor per vendicare la morte del Principe Minamoto...

Zagor riesce a fuggire dalla grotta portando in salvo la ragazza, ancora priva di sensi per la ferita, inseguito da Duncan, che però, rimasto solo, desiste dall'inseguimento preferendo attendere il ritorno di Carrizo e gli altri compari
La ragazza sanguina copiosamente ma la ferita non sembra aver leso organi vitali. Jeng riprende i sensi in tempo per avvertire Zagor della trappola in cui si sta infilando Takeda.

Carrizo sta aspettando il samurai, ma l'abilità del ragazzo è tale che riesce a sorprenderlo e dopo un paio di colpi gli punta la lama della takana alla gola. Purtroppo Carrizo è spalleggiato da un complice, che spunta da dietro una roccia e lo tiene sotto tiro con il fucile. Takeda non teme certo per la sua vita, ma ha bisogno di sapere dov'è Jeng e deve arrendersi.
I due complici lo conducono alla caverna dove si riuniscono con Duncan e Grimm. Qui scoprono che la ragazza è stata portata via da Zagor, - loro credono sia morta- .
I vigilantes cominciano a litigare. Grimm, al quale non interessano per nulla i propositi di vendetta di Carrizo, vorrebbe scappare subito, preoccupato perché Zagor ha scoperto che è lui il responsabile materiale dei sabotaggi al cantiere di Robson. Ha troppa paura di lui per fuggire da solo e decide di attendere che Carrizo sfoghi la sua rabbia su Takeda, e poi andare via tutti assieme dopo che l'omicidio del samurai sia stato consumato.
Carrizo vuole divertirsi a torturarlo a lungo prima di ucciderlo.
Takeda tenta di liberarsi, dopo aver appreso da Duncan che Jeng è morta, ma è legato troppo saldamente per aver ragione dei quattro uomini.
I vigilantes lo appendono al ramo di un albero, ma prima che Carrizo possa torcergli un capello, Zagor piomba sul gruppo e, dopo un violento scontro a fuoco uccide tre dei quattro vigilantes lasciando in vita il solo Grimm. L'uomo deve testimoniare e spifferare tutto quello che sa sul mandante dei sabotaggi alla ferrovia.
Fra l'altro salva la vita a Takeda che stava per essere ucciso da Carrizo e lo slega, ignaro che l'unico scopo della sua vita è quello di ucciderlo.

Takeda, sebbene turbato perché deve uccidere l'uomo che gli ha salvato la vita, non tentenna e, ripresa in pugno la sua takana, inizia un assalto contro Zagor tra fendenti e acrobazie.
Lo Spirito con la Scure è in svantaggio: conosciuta la verità sul samurai cerca di convincerlo a rinunciare all'odiosa missione e non usa la pistola che ha nella fondina per difendersi. Presto si trova in condizione d'inferiorità con il samurai che troneggia su di lui pronto a tirare l'ultimo fendente. E sarebbe così se non si facesse largo fra i cespugli Jeng, che, seppur ancora sanguinante, nonostante la stretta fasciatura che Zagor le ha applicato sulla ferita, riesce a far desistere l'amato dal suo intento.
Mentre il samurai la soccorre Zagor si lancia all'inseguimento di Grimm che ha approfittato della confusione per allontanarsi con i cavalli.
Il bandito imbocca la discesa che conduce dalla zona montagnosa fino a valle e Zagor per raggiungerlo è costretto a buttarsi a precipizio lungo i canaloni e le pareti rocciose, rischiando mille volte di cadere, fino a che non riesce ad arrivare su un costone roccioso sopra la pista, appena in tempo per balzare su uno dei cavalli e inseguire Grimm in un modo più canonico.

Non servirà a molto. Da dietro una roccia, un uomo spara una fucilata che colpisce in pieno il cavallo di Zagor e lo fa rotolare rovinosamente a terra con una violenza tale da perdere i sensi, almeno così sembra.
Chi è stato a sparare?
I mandanti dei sabotaggi naturalmente: l'ingegner Webster e il suo assistente Dwight
Zagor si riprende in tempo per sfuggire al colpo di grazia e lottando allo stremo riesce ad uccidere Dwight, ma si ritrova con un fucile scarico davanti a Webster che ha già il colpo in canna.
Lo salva Takeda, saldando il debito d'onore, che infilza l'ingegnere prima che possa sparare il colpo mortale.

La situazione in ogni modo non cambia. Il bushido non permette a Takeda di recedere dalla missione che gli è stata assegnata: è una questione d'onore.
Però il ragazzo è dannatamente furbo. Lui deve uccidere Zagor, ma potrebbe anche impiegare tutta una vita per portare a compimento la vendetta. Soprattutto ora che ha un altro scopo prioritario. Proteggere la sua donna e il bambino che nascerà.
Questo compito mette in secondo piano la missione precedente e non contravviene alla legge del bushido.
Takeda si allontanerà ringraziando Zagor per avergli mostrato e concesso un'altra strada.

Per quanto riguarda la vicenda dei sabotaggi, Grimm, rimasto solo, ci mette poco a confessare tutto. Webster lo aveva pagato per ritardare i lavori, per screditare Robson e diventare progettista capo e direttore dei lavori della ferrovia.

Per quanto riguarda la lettera che aveva condotto Zagor al cantiere, anche se non lo ha ammesso è stato lo stesso Takeda a scriverla, dopo aver ascoltato nei bivacchi serali i racconti delle gesta di Zagor e di come fosse accorso in aiuto di Robson ogni volta che l'ingegnere si trovava nei guai.

Puoi trovare la trama completa della storia con tutti i luoghi e i personaggi a questo link nel mio sito Il Viaggio di Zagor

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