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Le pagine sui fumetti in rete| edicola | Zagor

Scheda sul numero 108 in edicola di Zagor

scheda realizzata da Vittorio Sossi
ATTENZIONE: nelle sinossi troverete la trama della storia.
Le immagini sono proprietà dei rispettivi autori, sempre indicati, e utilizzate solo a scopo informativo.

Copertina
copertina di Gallieno Ferri 
			© Sergio Bonelli Editore

Zagor 108

collana: Zenith Gigante 159

periodicità: mensile

Data Uscita: luglio 1974

pagine: 100 - 96 tavole

prezzo: 300 lire

Titolo:
Ora Zero!

Storie:
1- Ritorno a Darkwood (seconda parte)

Note: terza apparizione di Hellingen

editore: Sergio Bonelli Editore

copertina di Gallieno Ferri
© Sergio Bonelli Editore

Le Storie

Ritorno a Darkwood (seconda parte)

autori: Guido Nolitta storia, Franco Donatelli disegni

Personaggi principali: Hellingen, scienziato; Tonka capo mohawk;

Sinossi

1- Ritorno a Darkwood (seconda parte)

- continua da Ritorno a Darkwood

- Nel numero scorso Zagor, di ritorno a Darkwood dopo una lunga peregrinazione, aveva scoperto che la foresta era deserta. Sia i trappers che gli indiani erano spariti, capanne e accampamenti abbandonati, alcuni distrutti.
Il colonnello Kraizer, che aveva sostituito il maggiore Stilmaker al comando di Fort Bravery, si era preso la responsabilità dell'operazione, sostenendo una particolarissima visione di come mantenere la pace a Darkwood.
Per impedire attriti fra bianchi e nativi americani li aveva convinti ad allontanarsi dal luogo. il colonnello però si era dichiarato innocente della mortale aggressione al trapper "Testadura" Jones, sorpreso, insieme a Zagor e Cico, nei pressi della sua capanna.
Le cose precipitano quando Zagor e Cico tornano al rifugio. La capanna esplode colpita da una specie di lampo e una pattuglia di soldati li circonda, pronta ad ucciderli in barba all'accordo appena raggiunto con Kraizer...

- Zagor risponde al fuoco e uccide molti dei militari. L'ultimo dei soldati rimasto in piedi riesce però a sgattaiolare alle sue spalle e sta per spacciarlo con un colpo di pistola. Dalla foresta interviene però Tonka che lo uccide appena in tempo.
Quando Cico si avvicina ai soldati che erano rimasti svenuti scopre con raccapriccio che sono tutti morti, come già era successo alla capanna di "Testadura" Jones, senza particolari ferite visibili e con indosso le strane cinture che aveva già notato in precedenza.

- Il racconto di Tonka getta una luce ancor più sinistra su tutta la faccenda. Il capo Mohawk non ha mai abbandonato Darkwood, nonostante il diktat di Kraizer. Durante il periodo di clandestinità in cui si è mosso furtivamente nella foresta, ha spiato i militari assassini. Non provengono da nessun avamposto ma da una montagna cava, l'Occhio del Diavolo: un grande vulcano spento.
Tonka ha visto continui movimenti di truppe e rifornimenti. Le ininterrotte carovane militari entravano nella montagna da un portale di pietra che si richiudeva al loro passaggio.
Per indagare ulteriormente Tonka ha poi scalato l'Occhio del Diavolo per cercare di sbirciare dal cratere del vulcano. Qui ha scoperto che il cratere era circondato da filo spinato. Prima di poter attraversare la recinzione è stato sorpreso da un militare di guardia. Durante la colluttazione che ne è seguita ha scagliato il soldato contro la recinzione e questi era rimasto fulminato. (Zagor e Cico non sono particolarmente stupiti in quanto il professor Talbot ha spiegato loro l'elettricità nella storia Molok).

- Zagor decide che è il caso di infiltrarsi dentro la montagna. Tonka e Cico avranno il compito di avvertire Kraizer degli strani movimenti di truppe non regolamentari. Blocca con una frana l'ennesima carovana e si sostituisce ad un soldato che si era appartato. Mentre penetra nella base attraverso un cunicolo di roccia non può far a meno di notare alle pareti delle lampade elettriche, le stesse che ha utilizzato Hellingen nella sua precedente apparizione. (vedi Odio!)
L'intero corpo cavo della montagna e occupato da installazioni militari: baracche, centri logistici, mischiate a macchinari incomprensibili. I più minacciosi sono delle batterie di oggetti fusiformi che hanno l'aspetto di gigantesche bombe.
Zagor è talmente assorto nell'osservazione di queste meraviglie che si lascia sorprendere, viene circondato dai militari, che per fortuna lo vogliono vivo per interrogarlo, e alla fine, con la forza del numero, riescono a stordirlo.
Zagor viene legato saldamente ad una sedia al cospetto del misterioso capo dei cospiratori. Quando si sveglia si trova davanti Hellingen che credeva morto, ucciso dall'arpione di Fishleg nel numero 41.

- Nonostante l'ulteriore ferita lo scienziato sembra più arzillo che mai. Abbandonata l'idea di riesumare dalle acque il gigantesco Titan ha architettato un piano ancor più megalomane, ma talmente efficace da essersi assicurato l'appoggio di un numero cospicuo di militari.
Il punto di forza del piano è l'ultima arma di sua ideazione: dei razzi con una gittata di centinaia di chilometri, con una testata esplosiva e la possibilità di essere guidati a distanza grazie al perfezionamento della tecnologia già sviluppata da lui di teletrasmissione di immagini.
Gli accampamenti degli indiani recalcitranti e lo stesso rifugio sono stati distrutti dai missili, per cui Zagor capisce immediatamente che lo scienziato, e quando mai l'ha fatto?, non sta bluffando.
Confida però nell'arrivo delle truppe di Kraizer.
Hellingen continua ad autoincensarsi. Si vanta senza problemi di coscienza di aver dotato tutti i sottoposti, a loro insaputa, di speciali cinture in grado di generare mortali scosse elettriche comandate a distanza attraverso un pannello numerato: ad ogni numero corrisponde un soldato. Per questo Zagor non è riuscito a catturarne nessuno vivo, e Cico ha visto giusto quando ha notato la foggia inusitata delle cinture indossate dai soldati.

- Zagor viene saldamente incatenato nella prigione della base. Passano un paio di giorni e arrivano le truppe di Kraizer, ma i soldati all'interno non sembrano per nulla preoccupati. Zagor assiste impotente all'abbraccio fra i cospiratori e i soldati di Fort Bravery. Anche Kraizer è parte integrante del complotto e si era adoperato per assicurare ad Hellingen l'isolamento necessario per allestire la base.
Hellingen e Kraizer si recano al centro di comando e Zagor viene legato ad una sedia per assistere al trionfo del nemico. Scatta il momento della famigerata "Ora Zero": il momento che segnerà un nuovo inizio per la storia degli Stati Uniti, almeno nella mente dei due cospiratori.

- L'azione si sposta a Washington. Un altro congiurato, il maggiore Padget, entra nella sala del congresso dove il presidente Jackson è riunito con i ministri e i senatori. Porta con sé un terminale video attraverso il quale Hellingen può comunicare direttamente con gli onorevoli della camera. Kraizer prende la parola e il suo volto appare sullo schermo nella sala dei congressi gettando non poco scompiglio fra i politici increduli.
Pronuncia un delirante discorso annunciando un vero e proprio colpo di stato. Asserisce di voler marciare verso la capitale, prendere il controllo dei punti chiave ed esautorare il presidente e lo stesso congresso dei loro poteri.
A supporto dell'ultimatum rivela l'esistenza delle batterie di missili puntati sulla capitale. Ovviamente i senatori rispondono con sdegno e scetticismo alla richiesta. Hellingen è pronto per dare una dimostrazione della devastante potenza di fuoco del suo arsenale e distrugge il ministero della guerra davanti agli occhi impotenti di Zagor... (continua)

- continua su Minaccia dallo Spazio

Puoi trovare la trama completa della storia con tutti i luoghi e i personaggi a questo link nel mio sito Il Viaggio di Zagor

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