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Le pagine sui fumetti in rete| edicola | Volto Nascosto

Scheda sul numero 13 in edicola di Volto Nascosto

scheda realizzata da Vittorio Sossi
ATTENZIONE: nelle sinossi troverete la trama della storia.
Le immagini sono proprietà dei rispettivi autori, sempre indicati, e utilizzate solo a scopo informativo.

Copertina
copertina di Massimo Rotundo
			© Sergio Bonelli Editore

Volto Nascosto n 13

collana: Volto Nascosto (miniserie 13 di 14)

periodicità: mensile

Data Uscita: ottobre 2008

pagine: 100 (94 tavole)

prezzo: 2,70 euro

Titolo:
Medaglia d'Oro

Storia:
capitolo 13: dove si narra della follia di Matilde e di come Vittorio non riesca più a fare a meno delle violente emozioni della guerra

editore: Sergio Bonelli Editore

Articoli: '800

copertina di Massimo Rotundo
© Sergio Bonelli Editore

La Storia

Medaglia d'Oro

autori: Gianfranco Manfredi storia, Gigi Simeoni disegni, Riccardo Riboldi Lettering

Personaggi (in ordine di apparizione): Vittorio de Cesarieroe di Macallè, Ugo Pastore Giovane contabile, Marino amico di Ugo, Sandra dama di compagnia di Matilde, Matilde Sereni Gentildonna romana, Suor Clelia infemiera di Matilde, generale Orsini incubo personale di Matilde, Masini psichiatra e lombrosiano convinto, Annibale fattore di Vittorio, Brigida Figlia di Annibale, Rosetta Figlia di Annibale, Conte Antonelli diplomatico e tutore morale di Matilde, Ignazio Boschi precettore di Matilde, Volto Nascosto ribelle etiope (compare in sogno a Ugo), Berti tenente, Verruca brigante, Alfio brigante

Sinossi

Medaglia d'Oro

capitolo 13: dove si narra della follia di Matilde e di come Vittorio non riesca più a fare a meno delle violente emozioni della guerra

In Volto Nascosto 12 Ugo è finalmente riuscito a riportare in Italia Vittorio de Cesari, i due sembrano essersi definitivamente lasciati alle spalle la figura ingombrante e carismatica di Volto Nascosto, scomparso nella sabbia del deserto.
Vittorio è acclamato in patria come l'eroe di Macallè ed è in procinto di ricevere una medaglia d'oro al valor militare direttamente da re Umberto I.
Sebbene il vero responsabile del ritorno in patria del tenente sia lui, Ugo non vuole onori. Vorrebbe solo una cosa: che Vittorio vada a trovare Matilde, la gentildonna, dal carattere tanto instabile, che si sta struggendo per il giovane.
Ma De Cesari non ne vuole più sapere di lei, come ha dimostrato più volte e come Ugo finalmente ha realizzato.

Alla fine Ugo si convince ad andarla a trovare, anche se a mani vuote e senza Vittorio. Scopre con orrore da Sandra che Matilde è stata ricoverata nella clinica del dottor Masini, lo psichiatra lombrosiano dai metodi curativi ben poco rassicuranti.
Sandra sostiene, e non a torto come scopriremo poi, che sono state le scelte sconsiderate di suor Clelia, l'infermiera di Matilde, a peggiorarne le condizioni mentali.
La religiosa l'ha accompagnata in visita al Divino Amore, un santuario dedicato alla Madonna alle porte di Roma. Purtroppo nel volto sfigurato di alcuni derelitti in pellegrinaggio, Matilde ha rivisto il volto purulento del generale Orsini. Il bieco individuo che lei ha ucciso dopo che lui aveva tentato di violentarla.
La crisi aveva avuto il suo culmine dopo il ritorno a casa, quando Matilde aveva tentato di strangolare Suor Clelia, salvata dalla prontezza di riflessi di Sandra.

Sandra accompagna Ugo alla clinica di Masini. La situazione per fortuna è meno drammatica di quanto si prospettasse. Matilde sembra aver riacquistato serenità dedicandosi alla scultura e aver sostituito nel suo cuore il simulacro di Vittorio con quello di Ugo, del quale sta scolpendo un ritratto. Ma ancora una volta questo cambiamento non è un segnale di ritrovara armonia. Matilde ha paura della vita a venire e cerca di combattere la sua solitudine aggrappandosi a qualcuno: tanto che neanche troppo velatamente chiede ad Ugo di sposarla...
Stando così le cose Ugo e Masini, che si dimostra meno ottuso di come ci era stato dipinto all'inizio, decidono di tacere la verità sul ritorno di Vittorio, per risparmiarle una cocente e pericolosa delusione che riacutizzerebbe la sua instabilità mentale. Peccato che il loro colloquio sia ascoltato da suor Clelia, dotata di una mentalità decisamente poco elastica ed indulgente...

Arginato per il momento il dramma di Matilde, Ugo scopre che deve affrontare il disagio di Vittorio. Durante una festa in suo onore nella tenuta dei Castelli, Vittorio si ubriaca e comincia ad armeggiare pericolosamente con la pistola rischiando di uccidere Brigida, la figlia di Annibale invaghita di lui.
Si dimostra intossicato dall'esperienza di guerra, drogato dai massacri e dal sangue e incapace di tornare alla vita di tutti i giorni. Brama la battaglia: uccidere o essere ucciso.

Masini nel frattempo, grazie ad una seduta di ipnosi regressiva, scava nel passato di Matilde e scopre la triste verità che già ci era stata suggerita in Volto Nascosto 3. Il suo precettore Ignazio Boschi abusava di lei fino a quando Matilde, ancora bambina, non lo aveva ucciso facendogli cadere un vaso in testa.
Recatosi dal conte Antonelli, Masini trova conferma della storia. E giunge alla conclusione (errata) che Matilde stia migliorando e affrontando finalmente il trauma infantile. Di positivo, per Matilde e Antonelli, è il fatto che Masini si convince che i deliri sulla morte del generale Orsini, siano solo una trasposizione temporale del dramma personale della donna.

Nel frattempo Ugo sogna Volto Nascosto che gli affida la maschera d'argento, in quanto lui è degno di indossarla.

Vittorio sta peggiorando. Non lo interessano più nè la sua tenuta, né la cerimonia in suo onore, né le belle contadine che gli si offrono. Pensa morbosamente alla guerra. Vorrebbe arruolarsi come mercenario ma riesce a trovare occasione per combattere anche dietro casa. Il brigante Verruca, da lui ferito e oltraggiato in Volto Nascosto 2 è tornato in attività. E anche Verruca ha la sua personale ossessione e si chiama Vittorio de Cesari.
Vittorio non perde l'occasione: organizza una pattuglia insieme al tenente Berti e costringe anche Ugo a seguirlo nell'assalto al covo di Verruca.
Ugo inorridisce di fronte alla crudeltà di Vittorio, che non esita a finire nemici svenuti, disarmati o imploranti pietà.
Fugge dalla battaglia ma viene sorpreso da Verruca che lo ferisce alla testa prima di fuggire. In appendice la stolta suor Clelia rivela a Matilde che Vittorio è a Roma e che Ugo e Sandra le hanno taciuto la verità, insinuando il dubbio che i due "amanti" siano d'accordo per impadronirsi dei suoi averi...

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