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Le pagine sui fumetti in rete| edicola | Volto Nascosto

Scheda sul numero 10 in edicola di Volto Nascosto

scheda realizzata da Vittorio Sossi
ATTENZIONE: nelle sinossi troverete la trama della storia.
Le immagini sono proprietà dei rispettivi autori, sempre indicati, e utilizzate solo a scopo informativo.

Copertina
copertina di Massimo Rotundo
			© Sergio Bonelli Editore

Volto Nascosto n 10

collana: Volto Nascosto (miniserie 10 di 14)

periodicità: mensile

Data Uscita: luglio 2008

pagine: 100 (94 tavole)

prezzo: 2,70 euro

Titolo:
il presidio

Storia:
capitolo 10: dove si narra di come Ugo debba attendere in un avamposto militare l'incontro con Volto Nascosto, scontrandosi con la follia di un comandante geloso

editore: Sergio Bonelli Editore

Articoli: '800

copertina di Massimo Rotundo
© Sergio Bonelli Editore

La Storia

il presidio

autori: Gianfranco Manfredi storia, Ersin Burak disegni, Riccardo Riboldi Lettering

Personaggi (in ordine di apparizione): Ras Sebath capo etiope, Agos tafari capo etiope, Ugo Pastore Giovane contabile, Cafel luogotenente di Volto Nascosto, Volto Nascosto ribelle etiope, Franchi sergente dell'esercito italiano, capitano Zappaterra comandante del presidio, Yaja madama di Zappaterra, Pino Cappuccio soldato dell'esercito italiano, Olmo soldato dell'esercito italiano, Tenente Robbiati ufficiale medico del presidio, Alagè madama, Zauditù madama di Ugo, Taitù regina etiope, Pietro Felter uomo d'affari (racconto di Franchi), Galliano maggiore dell'esercito italiano (racconto di Franchi), Vittorio de Cesari ufficiale dell'esercito italiano (racconto di Franchi), Mohammed spia di Volto Nascosto

Sinossi

il presidio

capitolo 10: dove si narra di come Ugo debba attendere in un avamposto militare l'incontro con Volto Nascosto, scontrandosi con la follia di un comandante geloso

Dopo la realistica ricostruzione della battaglia di Adua del numero scorso, (vedi volto nascosto 9), i protagonisti della storia, in particolare Ugo, tornano a riempire le pagine del fumetto. Ugo, alla fine dell'episodio precedente, era stato catturato da Ras Sebath e Agos Tafari, i due ladroni abili nel passare da una fazione all'altra, che intendono ricavare un bel gruzzoletto dalla liberazione di Vittorio de Cesari e, perché no, anche dal rapimento dello stesso Ugo.
Ma i due devono rendere conto delle loro azioni a Menelik II e al suo condottiero Volto Nascosto. Quando portano Ugo al villaggio di Cafel per reclamare i propri diritti, Volto Nascosto li uccide.

Dopo tanti anni Volto Nascosto e Ugo si rincontrano e il predone restituisce al ragazzo la medaglia della compagnia economica del padre e la sua pistola Bodeo che Mohammed aveva preso in custodio nel numero 8 , (vedi volto nascosto 8).
I due si lasciano con l'impegno solenne di Volto Nascosto di parlare con la regina Taitù per ottenere la liberazione di Vittorio.
Ugo aspetterà il risultato dell'incontro in un presidio militare in mezzo al deserto, comandato dispoticamente dal capitano Zappaterra e nel quale ritroviamo il Sergente Franchi: l'uomo che insieme a Vittorio aveva addestrato il battaglione di Ascari, che tanto si era fatto onore e che era stato sterminato da Volto Nascosto nel numero sei, (vedi volto nascosto 6), durante il viaggio per Adigrat per ottenere rinforzi dal generale Baratrieri.

Sono proprio i retroscena di quella missione che Franchi rivela a Ugo. In realtà Galliano non confida in Vittorio per ottenere rinforzi.
La salvezza di Macallè e i veri accordi si fanno a livello più alto e sono affidati a Pietro Felter, un'importante uomo d'affari incaricato di negoziare la resa con Ras Maconnen, con il quale è in ottimi rapporti.
è proprio il viaggio di Felter dalla fortezza ad Adigrat che va protetto a spese dell'eventuale sacrificio del plotone di Vittorio.
Maconnnen è si un alleato di Menelik II, ma anche una spina nel fianco del negus, in quantoè talmente potente da insidiarne il prestigio. Gli italiani sapevano che la pista era sorvegliata da Volto Nascosto, fedele al negus e a Taitù e gli hanno offerto Vittorio come esca, per liberare la pista alla seconda spedizione affidata a Franchi.
E il piano ha funzionato.
Ugo si indigna nel sapere che i suoi due amici sono stati usati da ambo le parti per superiori interessi di stato e che il nome di Vittorio sia stato infangato con l'accusa di essere un cattivo comandante.
L'anziano Franchi dal canto suo ha un atteggiamento più fatalista. Ma promette ad Ugo la sua testimonianza per rivalutare il nome di Vittorio, accusato ingiustamente di aver portato al massacro i suoi uomini, e per questo tormentato, nel caso non sopravviva alla prigionia.

I rapporti fra Ugo e Zappaterra si fanno subito tesi. Il comandante è ossessionato dalla gelosia per la sua madama Yaja (le madame erano una sorta di concubine etiopi legalizzate, ogni ufficiale si sceglieva la propria. In questo modo si calmavano i bollori degli uomini e le povere donne potevano sperare in condizioni di vita più umane).
è sufficiente la consueta gentilezza di Ugo nei confronti di Yaja, per scatenare il risentimento del comandante. Che sfoga la sua rabbia picchiando frequentemente la donna e rendendo la vita impossibile ad Ugo.
L'occasione per sbattere in galera Pastore non tarda ad arrivare.
Pino, un simpatico soldato napoletano con una gamba in cancrena, sconvolto all'idea di perdere l'arto, minaccia con un coltello il debole ufficiale medico Robbiati e costringe Ugo a portarlo fuori dal presidio. Zappaterra risolve la questione con spiccia e crudele determinazione: freddando dapprima Pino e poi Olmo, un altro soldato stanco delle angherie del comandante.
Franchi deve sbattere Ugo in prigione. Per evitare ulteriore alimento all'odio di Zappaterra lo convince a prendere la bella Zauditù come Madama. Ugo si lascia andare, per una volta, non tanto per sé ma per venire incontro ai desideri velati della ragazza, che anela al suo ruolo di madama per migliorare la sua miserevole condizione.
Zappaterra accoglie con giubilo la notizia e si affretta a celebrare il matrimonio rituale fra Ugo e Zauditù.
Ma gli eventi seguono il loro inevitabile corso. Yaja approfitta della cerimonia per fuggire, grazie alla complicità del sergente Franchi, stanco dell'instabilità del suo comandante, e desideroso di liberare la donna da quella che in fin dei conti è una forma di schiavitù.

Zappaterra ha ovviamente già il suo colpevole: l'ignaro Ugo. Lo affronta sugli spalti mentre quest'ultimo sta osservando con il binocolo il segnale di Volto Nascosto che è pronto ad incontrarlo nuovamente, per riferirgli delle trattative della liberazione di Vittorio.
Dopo una colluttazione Zappaterra cade di sotto e si frattura entrambe le caviglie: sarà lui a sdraiarsi sul ruvido tavolaccio operatorio di Robbiati per perdere entrambe le gambe in un giusto contrappasso.
Franchi di fatto prende il comando del presidio e lascia andare via Ugo.

Mohammed accompagna Ugo da Volto Nascosto e qui Ugo apprende il significato della maschera d'argento: non un simbolo dietro il quale qualcuno nasconde il suo vero volto, ma il vero volto di un popolo macinato da sofferenza e malattia.
Volto Nascosto è un lebbroso. La sua vera faccia è stata mangiata dal morbo. La sua identità non ha importanza. Non c'è un uomo dietro la maschera ma un intero popolo...

Il Volto Nascosto conosciuto da Ugo intende ritirarsi nel suo deserto per morire. I due amici si salutano... Sarà l'ultima volta?

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