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Le pagine sui fumetti in rete| edicola | Magico Vento

Scheda sul numero 113 in edicola di Magico Vento

scheda realizzata da Vittorio Sossi
ATTENZIONE: nelle sinossi troverete anticipazioni sulla storia.
Le immagini sono proprietà dei rispettivi autori, sempre indicati, e utilizzate solo a scopo informativo.

Copertina
copertina di Corrado Mastantuono 
			© Sergio Bonelli Editore

MAgico Vento 113

collana: Magico Vento

periodicità: bimestrale

Data Uscita: novembre 2007

pagine: 132

prezzo: 3,50 euro

Titolo:
L'Ora dei Vigliacchi

Storia:
L'Ora dei Vigliacchi (prima parte)

editore: Sergio Bonelli Editore

Articoli: Delitti impuniti

Note: inizia una storia in due parti

copertina di Corrado Mastantuono
© Sergio Bonelli Editore

La Storia

L'Ora dei Vigliacchi (prima parte)

autori: Gianfranco Manfredi storia, Stefano Biglia disegni, Riccardo Riboldi Lettering

avversari: Cuore Intrepido Cheyenne

Personaggi principali: Jack Crawford poeta, (Poe) Willy Richards giornalista

Sinossi

L'Ora dei Vigliacchi (prima parte)

Sulla pista per Deadwood Mv aiuta a sventare una rapipna alla diligenza che trasporta le paghe per i minatori della Overland. Conosce in questo frangente: Blackstone, ex capitano dell'esercito e capo del servizio di scorta, provandone istintivamente antipatia. Blackstone ha combattuto la guerra indiana dall'altra parte della barricata.

Dopo essere stato curato da MV, Mayo, uno dei sorveglianti, lo accompagna in città, dove lo sta aspettando Poe. Mayo gli descrive Deadwood: città di frontiera, senza regole, molti saloon e legalità nulla. Monumento nazionale della cittadina è il saloon dove è stato ucciso Wild Bill Hickok. Non ci sono particolari attriti invece con i pochi nativi americani che si sono sistemati in miseri accampamenti nei dintorni.

Gli abitanti di Deadwood sono riuniti per un processo popolare a Jack Crawford. Comandante di un milizia che controlla i confini della cittadina, ma soprattutto poeta, Crawford ambisce alla gloria dei grandi pistoleri del West, dei quali decanta le gesta con poesie, ma difetta del coraggio dei suoi miti.
La gente infatti lo accusa di non aver impedito l'eccidio della vedova McFarland e delle sue quattro giovani figlie, avvenuto la sera precedente e perpetrato, stando alla sua testimonianza, da una banda di indiani.
Crawford si difende come può sostenendo che gli assalitori erano decine. Ma la sua credibilità è al minimo. Ubriacone e dedito all'oppio, bravo solo con le parole.

L'eccidio delle McFarland ha scosso la piccola comunità, nella quale, di norma, ognuno bada a se stesso. All'atto pratico, infatti, nessuno mostra di voler fare qualcosa di concreto per scoprire gli assassini e assicurarli alla giustizia.
A teatro c'è anche Poe. Senza bisogno di neanche una parola, i due amici iniziano ad indagare sul massacro.

Il marito della McFarland, John, è stato trovato morto due mesi addietro, a causa di un pesante pestaggio. Proprio nel vicolo dietro gli uffici della Overland. Sembra che John cercasse qualcosa di più di una convivenza indifferente con gli indiani, una maggiore integrazione. Aveva proposto al direttore della compagnia, Ed Morgan, di assumerli per il servizio di scorta.
Lui e sua moglie inoltre mostravano benevolenza nei loro confronti e per questo erano malvisti dagli altri allevatori.

MV collega frettolosamente il pestaggio con l'eccidio, pronto ad addossare la colpa di entrambi a Blackstone e alla compagnia, mentre Poe non si fa inquinare dai sentimenti e conserva un atteggiamento più razionale.

I racconti annebbiati di Crawford e una visita alla fattoria, dove MV riesce a ricostruire in una visione l'accaduto, non sono particolarmente risolutivi. Il modus operandi è indiano ma la figura folle che ha perpetrato la strage potrebbe appartenere a qualsiasi razza.
Dal canto suo, MV non può credere che un indiano si sia macchiato di una simile infamia.

In effetti gli accampamenti che i nostri amici visitano durante le indagini sono popolati da derelitti, schiavi dell'alcol e decisamente poco belligeranti.
Uno di loro, Troppe Lacrime, accetta persino di umiliarsi a fare il pagliaccio in cambio di un po' di elemosina.

Quello che si rivela un vero serpente è invece Mayo. Confessa ad Amy, una prostituta scossa dalla triste fine della vedova, di aver organizzato il pestaggio di John McFarland, colpevole di aver proposto dei pellerossa nel servizio di vigilanza, con la remota possibilità che togliessero loro il lavoro.
Morgan e Blackstone ammettono di essere al corrente dell'accaduto. Ma non certo di aver commissionato il pestaggio. Anzi, Morgan sostiene di essere intervenuto per fermarli, ma troppo tardi. Allora ha preteso, in cambio della non assunzione di indiani, che i sorveglianti intervenissero più decisamente durante le rapine; a costo di rischiare la vita.

La pista della compagnia quindi, almeno per ora, non ha portato ad alcun risultato. MV, accecato dai suoi pregiudizi, ha invece permesso al vero colpevole di farla franca.
Troppe Lacrime, l'innocuo pagliaccio, nasconde la sua vecchia personalità di Cuore Intepido, un guerriero di ben altra pasta. Lui è il responsabile dell'eccidio, forse nato da un semplice e vigliacco desiderio di rivalsa su una famiglia, mentre sua moglie e sua figlia erano morte perché lui non aveva saputo proteggerle...

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