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numerial 2004(alamanacco 2004) |
Il Puma Sacro110 pagine |
Locazioni
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| Personaggi | La storia | Gli avversari |
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Trama riassumibile in due righe: Segue un lungo e sanguinoso gioco a rimpiattino nella foresta fra i cacciatori, i mohicani, Zagor e il custode del Puma Sacro: sintesi umana e felina. Alla fine tutti i cattivi avranno la loro giusta punizione ma molti buoni ci lasceranno le penne. Il soggetto dell'avventura dell'almanacco non è particolarmente originale. I cacciatori e la preda che invertono le parti lo avevamo già incontrato nella bella avventura di Dharma la Strega e i Kellog. E lo spirito della foresta che si incarna nel Puma somiglia troppo ad Ananga: l'affascinante creatura creata da Sclavi su Mister No e ripresa poi su Dylan Dog. L'avventura invece si lascia leggere piacevolmente. La lotta serrata nella foresta fra i vari contendenti non lascia spazio alla noia. Ogni cespuglio può offrire rifugio o celare un'insidia, che sia Zagor, Catler e i suoi sgherri, i poveri Mohicani, il pavido e traditore Bayakaro, i tre scapestrati piccoli guerrieri, lo scettico Molti Occhi o Cico (che nel mezzo del bagno di sangue riesce addirittura a farsi una sonora dormita), o i protagonisti: Mesa-Ion e il Puma Sacro. Il buon ritmo della sceneggiatura è sostenuto dal tratto evocativo di Colombi che riesce a rendere la foresta viva e palpabile in ogni inquadratura come mai si era visto prima: anche se devo ammettere che Zagor con il naso a patata mi ha lasciato un po' perplesso. Quindi, sebbene tutto sia abbastanza prevedibile dall'inizio alla fine, non si perde il gusto della lettura. Cicorabilia:
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