Verso Nuova Vita

Nuova Vita: la speranza del popolo di Guthrum... Ma chi può aver resistito ad una terra tanto crudele?

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Blizzard Gazette N 170

Banditi senza Volto
di Robert Short
"Il viaggio della speranza"

Una delle più incredibili avventure di Zagor, uno dei suoi viaggi più tragici, durante il quale persero la vita molti uomini coraggiosi, ebbe inizio per una strana bizzarria del caso, sul Cumberland Plateau, un anonimo altopiano dell'Alabama...
Sulla strada di casa, i nostri due amici vennero aggrediti da un gruppo di scalmanati, infervorati dall'aggressione subita da uno di loro, inspiegabilmente assalito in casa da ladri, che avevano portato via solo due barilotti di vino.

Poi gli uomini di guthrum l'ostilità di una coppia di francesi che aveva subito lo stesso tipo di assalto. Involata una cassa di eccellente Medoc.
Poi una voce familiare, chiaramente disorientata dall'alcol, in una lingua sconosciuta, ma non estranea.
Fu così che dietro un cespuglio Zagor e Cico rincontrarono un amico che pensavano di non rivedere più: il vecchio Guthrum.
In buona compagnia, comunque. Con una trentina di vichinghi. Tutti sbronzi senza possibilità di ritorno. Erano proprio loro gli atipici banditi che si accontentavano di trafugare solo casse e botti di vino.
Dopo un bagno rinfrescante Guthrum fu pronto a raccontare del perché aveva lasciato la Florida.
Le cose all'inizio erano andate molto bene e i vichinghi si erano integrati nel tessuto sociale, svolgendo alacremente la loro attività di pesca e commerciando sia con i bianchi che con gli indiani.

Ma le navi vichinghe incendiate l'arrivo di una comunità di pescatori aveva alterato gli equilibri e presto dalle scaramucce si era passati al sabotaggio, fino a quando tutta la flotta vichinga era stata distrutta da un incendio.
Solo allora Guthrum si era reso conto di quanto fossero cambiati i suoi uomini, (passare il tempo sdraiato al sole e perennemente ubriaco l'aveva tenuto un po' fuori dal gioco).
I giovani si erano integrati. Alcuni si erano sposati e molti avevano accettato di buon grado la loro vita di contadini.
Nessuno era disposto a reagire!

Aveva guthrum convoca gli anziani quindi convocato un consiglio degli anziani, gli unici ancora con qualche fermento nostalgico, per decidere il da farsi. Dove potevano andare?
Venne in suo aiuto il vecchio Bordir, il più anziano di tutti, che aveva trovato una vecchia pergamena testimone dell'esistenza di un'altra colonia vichinga, nell'entroterra del Tennessee, protetta dalle acque di un lago.
Fondata ancor prima di quella del Vinland, quindi, da Thorwal perseguitato dal re di Danimarca Sigurd che aveva tentato di assassinare. La compagnia non era delle migliori in quanto Thorwal aveva raccolto attorno a sé una masnada di ergastolani.
Inoltre erano passati più di settecento anni dalla fondazione e le probabilità che la colonia esistesse ancora erano meno che flebili.
Nuova Vita, questo il nome dell'insediamento, era piena di promesse ed era la loro unica possibilità. Decisero così di partire in un viaggio impossibile armati solo della loro tenacia.

Zagor zagor beve il vino drogato e Cico augurarono buona fortuna alla spedizione ignari che ne avrebbero fatto parte anche loro. Guthrum infatti aveva notato che la presenza del loro amico aveva galvanizzato i suoi compagni e aveva deciso di assicurarsi la sua presenza anche a costo dell'inganno! Tanto che poco dopo Zagor sentì un velo offuscargli la coscienza.
Il furbo sovrano lo aveva drogato. Tanto che lo Spirito con la Scure si risvegliò solo molte ore dopo, cullato dalle acque del grande lago.
Ormai era in ballo e, dopo aver strapazzato Guthrum, accettò l'impresa e navigò con loro fino all'estremità nord dello specchio d'acqua, dove la distesa azzurra si infrangeva su un grande contrafforte roccioso.
Dov'era quindi Nuova Vita?
L'esplorazione della costa non portò alcuna novità e il manipolo di coraggiosi stava per cedere alle lusinghe di Zagor, ansioso di tornare indietro, quando casualmente, dietro un folto canneto, Sigurd trova una runa scolpita nella roccia:

la runa nella roccia Nell'anno quattrocentesimo di Odino un gruppo di figli del popolo del nord, ha abbandonato le terre delle nebbie eterne e dopo aver attraversato la grande acqua, sono giunti in questa terra ignota a fondarvi una nuova colonia.
Ormai non si poteva più tornare indietro: Zagor e Cico erano incastrati.
Le esplorazioni della costa si moltiplicarono fino a quando fu trovato un ampio budello che collegava il lago ad un altro specchio d'acqua, molto vasto, più interno.
Il segreto dell'inaccessibilità di Nuova Vita era dissolto.

Con le navi nella grotta un enorme sforzo i vichinghi trasportarono le imbarcazioni sull'altro sbocco della galleria e si accingevano a prendere di nuovo acqua; quando Zagor pronunciò un oscuro ammonimento. Sulla strada per Nuova Vita li avrebbe attesi una prova terribile e mortale...

Blizzard Gazette N 171

Terra Crudele
di Robert Short
"il presentimento di pericolo di Zagor..."

... Il suo innato sesto senso aveva ancora colto nel segno. Quel lago interno era stretto fra due rive desolate dalle quali si sprigionavano delle esalazioni mefitiche, che richiamarono il ricordo ancora bruciante della spedizione lungo il fiume Tallapoosa, insieme a Homerus Bannington.

E zagor abbatte il kraken subito la gioia e l'eccitazione si tramutarono in orrore e disperazione. Dal lago uscì uno spaventoso serpente che gettò i vichinghi nel terrore. Una delle creatura più spaventose nella loro mitologia di uomini di mare: un Kraken. Il gigantesco rettile mieté le sue vittime prima che Zagor, con furia selvaggia, riuscisse a fermarlo. Una nave andò persa trascinata a fondo dalle spire del rettile agonizzante. E cosa ancora più terribile quel serpente di mare non era un Kraken, ma sembrava semplicemente un green water snake, una biscia d'acqua, ingigantita a dismisura. Cosa nascondeva la natura di quel luogo inaccessibile?

L'accaduto le tacche sulla roccia non sembrava aver distolto il vecchio Guthrum dalla sua missione e quando la nave, raggiunta l'estremità settentrionale del lago, si arenò dolcemente sulla sabbia, tutte le paure erano dissipate e i vichinghi, con foga rinnovata, si adoperarono per trovare il passaggio che conducesse a Nuova Vita. Lo scovarono sotto forma di una serie di tacche che consentivano di scalare la parete di roccia; altrimenti priva di appigli.

Ma l'uccello di fuoco nel frattempo quel luogo crudele aveva voluto e ottenuto un altro tributo di sangue. Torben ed Evert avevano trovato una stretta fessura nella parete di roccia, che si apriva su un canalone di chiara genesi vulcanica, con al centro uno strano sfiatatoio dal quale fuoriusciva un fumo arancione.
Quel canalone non era il passaggio ma solo una terribile trappola. Probabilmente il magnetismo dei corpi umani attirava dei globi di fuoco appiccicoso come pece, che si avventava sul bersaglio come un falco, fino ad avvilupparlo completamente.
Il morale che iniziava a incupirsi fu rasserenato quando i nostri avventurieri raggiunsero la cima della parete attraverso il percorso di tacche.
Una distesa verde e rigogliosa, bucolica e rassicurante si stendeva davanti ai loro occhi.
Cerbiatti brucavano tranquillamente l'erba tenera e si dissetavano in pozze d'acqua cristallina. Non poteva esserci alcuna minaccia in vista.

Ma i cerbiatti carnivori l'apparenza idilliaca della natura era solo un altro maledetto trabocchetto. Se ne accorse amaramente Waldfan quando, armato d'arco si avvicinò a quei succulenti cerbiatti. Li vide avvicinarsi impavidi e sfoderare zanne e zoccoli affilati degni del più vorace predatore.
Persino l'ostinata determinazione di Guthrum iniziò a vacillare... ma solo per un momento..

Non l'ameba attacca bjorg era ancora finita. Cico, che era andato a riempire la borraccia di acqua, scappò a gambe levate: sosteneva che la pozza d'acqua l'aveva guardato!
Bjorg, divertito, andò a raccogliere la borraccia abbandonata dal messicano solo per ritrovarsi aggredito dall'acqua, che sembrava aver acquisito una propria forma vivente. In realtà quell'essere gelatinoso che lo aveva avvolto era una sorta di protozoo, organismi generalmente minuscoli, che lo stava digerendo e crollò solo dopo essere stato fatto a pezzi dalle asce dei vichinghi e dalla scure di Zagor.
Anche i più coraggiosi del gruppo cedevano ai mostri di quel mondo ostile.
Ma, come in una predeterminata macchinazione, una nuova runa li spinse ad andare avanti:
... Le tue sofferenze sono alla fine, viaggiatore, non lontano da qui ti attendono degli amici.
Ma quali uomini potevano essere sopravvissuti a quella natura ostile?

Blizzard Gazette n 172

Nuova Vita
di Robert Short
"Chi abitava Nuova Vita?"

Nuova Vita nuova vita era in vista. Un tipico villaggio vichingo circondato da una palizzata di legno, distante solo un paio di miglia, mentre il sole si arrossava al tramonto e la terra si imbruniva. I superstiti del viaggio si precipitarono sotto la palizzata. Intravidero una figura immersa nell'ombra che, alla loro vista, suonò un corno dal suono familiare e casalingo.

Nel figure nell'ombra frattempo altre figure uscivano lentamente dalle baracche in silenzio forse sorprese dalla vista di altri uomini, di altri vichinghi. Loro che erano vissuti isolati per più di settecento anni...
Per nulla turbati da quel silenzio opprimente Guthrum e i suoi si profondevano in manifestazioni di gioia e di amicizia e quando il portone, lentamente, si spalancò, si precipitarono dentro.
Zagor era perplesso. Un'indefinibile sensazione di angoscia gli attanagliava il petto e solo le esortazioni di Cico lo convinsero a varcare la soglia.

Il portone sigli abitanti di nuova vita richiuse dietro di loro e tutte le urla di gioia si gelarono nelle loro gole. Le figure nell'ombra si muovevano silenziosamente e li stavano circondando. Sorde ai loro richiami.
Ad un certo punto tutte insieme quelle ombre iniziarono a sfoderare lentamente le armi che portavano appese alla cintola.
La luna si alzò e le lame baluginarono e i loro volti si illuminarono.
Ma non erano più volti umani ma musi belluini, lupini, con i denti affilati e i musi arricciati in spaventosi ringhi e gli occhi rossi e crudeli.

Ecco gli abitanti si rivelano mostri cosa erano diventati gli abitanti di Nuova Vita! Ecco come erano cambiati per sopravvivere a quel luogo così sfavorevole!
L'assalto che seguì fu di una ferocia inaudita. I mostri si destreggiavano con movimenti che erano solo un'empia imitazione di atteggiamenti umani, ma erano spietati e letali.
I primi morti iniziarono a contarsi nelle fila degli stanchi viaggiatori e un'altra verità ancora più terribile doveva distruggere ogni loro ardimento. I cadaveri venivano lanciati in pasto alle donne del gruppo, che si avventavano su di essi come belve affamate e li sbranavano in breve tempo.

Fu il manipolo di fuggitivi il colpo di grazia per il morale dei vichinghi che persero le forze e furono decimati. Solo Zagor, conservò la testa e reagì in modo razionale. Si fece largo con la pistola, che terrorizzò i trasformati e li fece indietreggiare e si scagliò contro il portone. Ormai solo in cinque, quanti morti, riuscirono a varcare la soglia: lui, Cico, Guthrum, e altri due vichinghi.

I il salto della salvezza mostri, superato il disorientamento, non intendevano rinunciare a quella carne fresca e si gettarono all'inseguimento costringendo i nostri eroi sull'orlo di un precipizio; con alle spalle il lago.
Morirono anche gli altri due compagni e rimasero solo Zagor e Cico con Guthrum: l'ultimo vichingo!
Si gettarono nel lago e riuscirono a risalire al posto dove avevano lasciato la nave.

Il la fine del viaggio viaggio di ritorno fu debilitante e al limite della umana sopportazione. Tanto che, quando giunsero al paesino di Union City, sembravano più delle larve che degli esseri umani. Sorprendentemente Zagor fu l'ultimo a riprendersi e questo gli fu fatale. Al suo risveglio nella casa del dottor Jimmy Streisard, era da solo e non c'era traccia dei suoi due compagni di viaggio. Però non c'era traccia neanche del suo sacchettino pieno di pepite d'oro. Il tutto era stato devoluto per finanziare una discutibile impresa. La nascita della trattoria cucina tipica L'ultimo Vichingo, ad opera dei due inaffidabili gestori Guthrum e Cico.

Un'iniziativa lodevole! il ristorante l'ultimo vichingo Peccato che il mangione e l'ubriacone pretendessero un extra per ogni portata che portavano. Cibo per Cico e alcol per Guthrum Zagor non resse a questa ultima rivelazione e crollò al suolo.
Dove non aveva potuto fiaccarlo la natura ostile di Nuova Vita, avevano potuto i due eccezionali scrocconi

Darkwood Today

La Seconda Odissea
di Vittorio Sossi
"A quando la prossima?"

Questa storia può essere considerata a buon ragione la seconda Odissea Americana, in quanto dell'avventura sul fiume Tallapoosa condivide lo stesso schema narrativo. Ed è altrettanto avvincente. Impreziosita in questo caso da disegni di Pini Segna che, se all'inizio possono disorientare poi, con la loro solidità e con la loro corpulenza, con le figure incombenti addirittura fuori dalle vignette, danno quel senso di angoscia in più che non guasta mai; una sensazione molto simile l'avevo provata leggendo Fantasmi.
A confermare il filone narrativo comune, lo stesso Nolitta cita Odissea Americana nel corso della vicenda quando Zagor e Cico vedono le esalazioni fluire fuori dalle fenditure nelle rocce. Entrambi i capolavori si basano sull'avventura pura, sul fascino dell'ignoto e sui pericoli ad esso associati. Il punto di partenza è una terra selvaggia e sconosciuta, in qualche modo isolata dal resto del mondo e che può, quindi, aver fissato le proprie regole di sopravvivenza.
In questo scenario si muovono creature strampalate di fauna e flora, nonché curiose formazioni geologiche animate sempre da uno spirito malvagio.
I protagonisti sono un gruppo di temerari che per volontà o buona pace si infilano nella trappola e cadono ad uno ad uno, man mano che ci si addentra nell'inferno. I sopravvissuti si contano sulle punta delle dita: Zagor, Cico e il comprimario d'eccezione: Bannington nel caso di Odissea Americana e Guthrum ne L'Ultimo Vichingo. In questo secondo caso Nolitta dà sfogo a tutta la sua crudeltà creativa sterminando tutto il manipolo di sventurati, (più di trenta vichinghi!).
Oltre Nolitta possiamo associare al tema dell'Odissea anche la storia di Toninelli: la Palude dell'Orrore.
Toninelli affronta il filone con uno spirito critico più scientifico limitando le forme di vita a bizzarre creature pseudopreistoriche con puntuali precisazioni etologiche ed ecologiche, senza per questo limitare la sua fantasia.
Quando si deciderà Burattini a scrivere la quarta odissea? E non c'è bisogno che torni Bannington, per quanto simpatico che sia. Darebbe comunque un senso di dejà-vu

osservazioni
odissee zagoriane
La Seconda Odissea
in altre pagine
Odissea Americana
Terra Maledetta
Guthrum
L'Ultimo Vichingo
di
storia Guido
Nolitta
disegni Pini
Segna
Nuova Vita
scheda Vittorio
Sossi