La Lunga Marcia

Neanche Zagor e Satko potranno impedire il trail of tears. La deportazione dei Cherokee...

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Blizzard Gazette City

New Echota
di Robert Short
"La capitale dei Cherokee"

New Echota la casa di satko non è solo una città. E' un simbolo. Il simbolo del desiderio di un popolo di ergersi e confrontarsi con l'avversario in pari dignità, di annullare ogni presunzione di superiorità culturale.
New Echota è stata per qualche anno il sogno dei Cherokee di essere riconosciuti come popolo sovrano.
Oggi nel 1855 possiamo solo prendere coscienza che quel sogno è fallito. Vanificato dalla sopraffazione e dal genocidio.
A New Echota, dunque, nacquero e affondarono le speranze del popolo Cherokee di essere riconsociuto come nazione indipendente all'interno dello stato di Georgia.
Alla confluenza dei fiumi Coosawattee and Conasauga, sorgeva il piccolo centro di Newtown, dove dal 1819 iniziarono a svolgersi le regolari riunioni del consiglio nazionale dei Cherokee. Gli indiani avevano abbandonato il loro sistema tribale e avevano diviso i propri territori in otto distretti: Hickory Log, Chickamaugee, Chattoogee, Amoah, Etowah, Tahquohee, Aquohee, e Coosewatee.
Grazie alla spinta politica di John Ross promotore di una costituzione, una legislazione e un'organizzazione politica equivalenti a quelle degli Stati Uniti e al sogno di Sequoya che, nel 1821, aveva completato il suo sistema di trascrizione sillabica della lingua, in breve tempo la vita dei Cherokee cambiò radicalmente.
Diventarono coltivatori di terra e costruirono case, chiese, scuole e tribunali, accelerando il processo di abbandono della vita nomade.
Quattro delegati di ogni distretto si riunivano annualmente a Newtown nel National Council che sceglieva i 12 membri effettivi del National committee, il vero e proprio governo.
Il 12 novembre del 1825, Newtown divenne la capitale della nazione Cherokee e cambiò nome in New Echota.
Nonostante le piccole dimensioni la cittadina raccoglieva le strutture politiche e culturali: qui aveva sede il consiglio, il tribunale e soprattutto, dal 1828, il Cherokee Phoenix quotidiano bilingue che utilizzava il sistema sillabico di Sequoya per diramare le sue notizie, fondato da Elias Boudinot.

Ma l'incendio al cherokee phoenix nel 1828 nel cuore del territorio Cherokee fu scoperto l'oro e la situazione rapidamente precipitò.
Questi uomini, che in breve tempo erano stati in grado di costituire un vero e proprio stato, videro sempre più risicati i loro territori e a nulla valsero i loro civili tentativi di resistenza a base di carte bollate e processi contro un sistema giudiziario iniquo e un presidente Andrew Jackson, che era sempre stato un fiero oppositore dell'integrazione e un combattente feroce del popolo rosso.
Satko, stabilitosi a New Echota, grazie alla sua preparazione, divenne un avvocato di punta e un collaboratore stretto di John Ross, ma anche lui fu costretto a seguire il destino del suo popolo nel Trail of Tears: la deportazione in Oklahoma.
Zagor è stato a New Echota in due occasioni: nel settembre del 1834 quando difese il suo amico dalla falsa accusa dell'omicidio del capo Tahchee e nel 1836 agli inizi del Trail of Tears.
Il suo intervento fu indispensabile nel salvare la vita a Sequoya, già anziano, che guidava la sua gente durante le prime deportazioni.

National Intelligencer n 372

La terra dei Cherokee
di Craig Turner
"Colpi Bassi"

L'America satko trova il cofanetto è un grande paese! Praterie, foreste, montagne... Ma noi. Gli americani. Noi che abbiamo sudato sangue per dissodare campi e costruire la nostra florida civiltà, possiamo definirci altrettanto grandi?
Per quanto potremo continuare a sfidare il giudizio della storia, giustificando vessazioni, usurpazioni, genocidi, in nome del nostro progresso?
Possiamo continuare a nasconderci dietro il paravento liso della nostra decantata superiorità culturale per giustificare l'annientamento di interi popoli?
E come ci giustifichiamo quando la nostra arroganza si infrange di fronte a una nazione come quella Cherokee, che ha dimostrato di essere nostra pari in civilizzazione e avanzamento culturale?
L'Intelligencer si è sempre schierato dalla parte dei diritti degli uomini, quale che sia il colore dela loro pelle, e il mio compito di inviato in Georgia si inquadra in un processo di reciproca comprensione fra civiltà diverse.
Quello che sta avvenendo in Georgia non ha giustificazioni. Un'intera civiltà dotata di chiese, tribunali, governo e costituzione sta per essere sacrificata in nome dell'unico Dio venerato da tutte le confessioni occidentali: l'oro.
L'oro di cui sono ricchi i territori che appartengono alla nazione Cherokee.

In zagor cico satko e turner questo quadro disarmante vorrei inserire la mia testimonianza. Quello che io mi accingo a riportare è solo un singolo, ma significativo, episodio. Una ingiustizia sventata dal coraggio e dalla forza d'animo di due uomini, con un colore diverso della pelle, ma legati da un vincolo di fratellanza raro persino nei più stretti consanguinei: Zagor, il re di Darkwood e Satko, l'avvocato cherokee.
Incontrai i due amici a pranzo dopo aver assistito alla splendida arringa di Satko contro le sopraffazioni di Harold Lancaster; questi, dopo aver convinto il debole capo Tahchee a vendere le terre della sua gente in cambio di una manciata di spiccioli, intendeva allungare la sua mano anche sul villaggio di Joreh.
Avreste dovuto vedere gli effetti devastanti dell'azione combinata della potenza di una furia come Zagor e della fine retorica oratoria di Satko: un uomo che darebbe dei punti ai migliori avvocati di New York e che si è battuto come un leone in quell'aula ostile.
Zagor riuscì a recuperare il documento di amicizia fra gli abitanti del villaggio di Joreh e il re Giorgio II di Inghilterra, che aveva ospitato il leggendario capo della nazione Cherokee, Attakullaculla, addirittura nel suo palazzo di Windsor.
Gli uomini di Lancaster lo avevano sottratto. Era l'unica prova per contrastare le farneticazioni di Tahchee, che avrebbe consegnato anche il villaggio di Joreh nelle mani avide dello speculatore.

Satko lancaster e .... , con in mano la preziosa testimonianza, spazzò via le deboli argomentazioni di Steele e Davis: i due principi del foro assoldati da Lancaster.
La storia avrebbe potuto avere un lieto fine e concludersi con una vittoria in un aula di tribunale; come dovrebbe accadere in ogni controversia fra persone civili.
Ma Lancaster non voleva mollare l'osso che aveva addentato. Forte dell'ostilità dei georgiani nei confronti del popolo Cherokee -continuamente alimentata da abili mistificatori-, del potere della guardia georgiana, e del beneplacito del nostro presidente, Andrew Jackson, sicuramente non un alleato di John Ross, nonostante formalmente lo ricevesse anche alla Casa Bianca.
In questo clima ottimale per le sue macchinazioni, Lancaster ha giocato la carta più sporca: assicurarsi con l'inganno anche il mio appoggio. Io, un cronista che sacrifica anche le sue più spontanee simpatie in nome della verità.
Non potendo battere Satko in tribunale Lancaster ha sfruttato il suo livore verso Tahchee, il traditore, per incastrarlo con una falsa accusa di omicidio.
E io, il testimone oculare di questo inganno, sarei un bugiardo e un ipocrita se non ammettessi di aver dubitato di fronte alla trappola tesami. Io stesso ho visto il cadavere di Tahchee trafitto al petto dal pugnale di Satko e il nostro avvocato dai modi raffinati, selvaggio, gettarsi fuori e infrangere i vetri della finestra per fuggire al confronto e al processo.

Io. l'omicidio di tahchee Un difensore del popolo rosso. Ero stato incastrato per diventare il suo più grande accusatore.
A causa della mia ossessione per l'imparzialità.
Ma la verità aveva un altro volto...



National Intelligencer n 373

La giustizia trionfa (per ora)
di Craig turner
" la conclusione della vicenda di Satko"

Satko sequoyah era fuggito. Lancaster aveva organizzato una posse sanguinaria composta di uomini della guardia nazionale georgiana.
Il destino dell'avvocato rosso sembrava segnato. Solo un uomo era disposto a giurare sulla sua innocenza: Zagor.
La bilancia sembrava pendere definitivamente a sfavore del fuggitivo; ma avere dalla propria parte un uomo dell'abilità di Zagor può ribaltare qualsiasi situazione.
Io mi unii a lui per seguire le tracce di Satko per diversi motivi:
Primo perché sono un cronista.
Secondo perché così avrei potuto recarmi a New Echota e incontrare il leggendario Sequoya, l'ideatore dell'alfabeto Cherokee.
E terzo, lo confesso, perché le sorti del mio nuovo amico mi stavano particolarmente a cuore e dentro di me volevo credere che la fede di Zagor non fosse mal riposta.

Quando l'incendio a non ricordo dove giungemmo a New Echota ebbi modo di conoscere Linda Benson, la moglie di Satko, e il piccolo Skip. Loro sembravano all'oscuro.
Eravamo lì, quindi, in quella cittadina simbolo della voglia di integrazione di un'intera nazione. Fui colpito dall'ordine, dalla pulizia, dall'eleganza. Dov'erano i cosidetti selvaggi. Dove si nascondevano? Forse nei corpi sudati e infuocati della guardia nazionale georgiana, che piombò come una valanga nel cuore della pacifica comunità per distruggere il simbolo della loro elevazione culturale: il Cherokee Phoenix?
Che amara sorpresa per me assistere alla devastazione del giornale: simbolo della libertà di espressione e della mia vita!
Linda non sapeva dove fosse Satko ma qualcun'altro ne era al corrente: Sequoya, l'uomo che speravo di incontrare dall'inizio del mio viaggio in Georgia.
Quale fermezza, quale intelligenza, quanti desideri e speranze contenevano i lineamenti di quell'uomo, che già aveva camminato a lungo sui sentieri impervi della sua vita!
Ne rimasi letteralmente affascinato.
Ma non voglio che le mie riflessioni personali vi distolgano dalla cronaca di questa vicenda, che avrebbe potuto chiudersi in modo tragico se non per la ferrea fiducia di Zagor nell'innocenza del suo amico.

Satko marnie e suo figlio stesso ci raccontò la verità. Non aveva ucciso Tahchee accecato dall'ira! Era stato Croak, un uomo di Lancaster, travestito. Ma come provarlo?
Avevamo una possibilità. Satko, drogato e semi incosciente, aveva visto che la donna delle pulizie dell'albergo, Marnie, aveva assistito al suo rapimento e all'intera messinscena. Si trattava ora di portare la povera donna, terrorizzata, incolume al processo e convincerla a testimoniare.
Nel frattempo i fidatissimi sgherri di Lancaster avevano fatto irruzione nella casa di Linda e, sopraffatto facilmente il povero Cico, gran compagnone ma certamente non uomo d'azione, pattugliavano le strade di New Echota, con il loro prezioso ostaggio, per costringere il fuggitivo a mostrarsi.

Satko il giudice lewis sfugge all'attentato si consegnò agli uomini della milizia e noi partimmo di volata verso Carroll per conferire con il giudice Lewis, che già si era mostrato imparziale nel corso del processo per joreh, e metterlo al corrente di tutta la vicenda.
In un attimo il piano architettato da Lancaster gli si rovesciò addosso. La donna si disse disposta a testimoniare e Zagor le assicurò la sua protezione. il giudice fu ben felice di presenziare il procedimento. Lancaster, che sentiva ormai cedere il terreno sotto i suoi piedi commise due errori.
Tentò di eliminare il giudice Lewis e l'attentao fu sventato dalla prontezza di Zagor.

Decise croak elimina lancaster e steele di buttare alle ortiche il suo complice Croak, scaricandogli addosso tutte le responsabilità.
Ma Croak, che già sentiva la corda stringersi attorno al collo, non volle andare all'inferno da solo e uccise sia Lancaster che Steele.
Questa volta la giustizia ha trionfato: vuoi per la volontà degli uomini, vuoi per una buona dose di fortuna.
Ma la fortuna, da sola, non basterà a diradare le pesanti nubi che si ammassano sul capo di questo popolo così industrioso e desideroso di pace...

Blizzard Gazette maxi edition n 2

La Lunga Marcia
di Robert Short
"L'attentato a Craig Turner"

Il zagor strapazza il presidente jackson coinvolgimento di Zagor nelle prime deportazioni del Trail of Tears fu abbastanza casuale.
Satko era riuscito ad ottenere un apppuntamento con il presidente Jackson, che aveva un vechio debito di riconoscenza con lo Spirito con la Scure, che aveva salvato Washington e l'intera America dall'assalto di Hellingen.
Fervevano le relazioni diplomatiche fra lo stato Cherokee e il presidente Jackson, pressato dai georgiani, che ogni giorno promulgava nuove leggi razziali contro il popolo di Satko.
Il 28 dicembre 1835 era stato promulgato il trattato di New Echota che obbligava i Cherokee ad abbandonare le proprie terre e a spostare i loro insediamenti ad ovest del Mississippi. John Ross tentava in tutti i modi di impedire la ratifica del trattato, contando sull'appogggio di parte del senato e dell'ex-presidente Quincy Adams, che aveva sposato la sua causa per naturali divergenze con Jackson.

Inutile cico a fianco di john ross dire che il tentativo fallì. Jackson odiava troppo gli indiani e Zagor è sempre stato poco diplomatico!
A Washington, nel frattempo, c'era una persona finita da tempo nel mirino della Guardia Nazionale Georgiana: il giornalista del National Intelligencer di Richmond, Craig Turner, che era stato al fianco di Zagor nello scagionare Satko dall'incriminazione per l'omicidio di Tahchee.

Turner turner ferito nell'attentatoera diventato una vera spina nel fianco per la guardia georgiana che aveva deciso la sua morte.
L'intervento di Zagor salvò la vita al giornalista, che rimase molti giorni fra la vita e la morte...





"L'assalto alla sede della guardia nazionale"

Dei horn l'attentatore di turner due attentatori alla vita di Turner, uno, un certo Creed, era morto, ma l'altro, il bieco Horn, si era dimostrato una lepre troppo difficile da agguantare.
Zagor e Satko, però, erano due segugi che difficilmente abbandonavano una traccia.
Gli indizi trovati nella sporca pensione di Mr Blacky, collegavano Horn direttamente alla Guardia nazionale Georgiana.
Senza esitare, i nostri due amici, con i distintivi dei due attentatori, si recarono ad Atlanta per infilarsi nella fossa dei leoni.
Horn li aveva preceduti. Aveva riferito del fallimento dell'attentato al capo della Guardia, Keller, il quale, indispettito, per tutta risposta lo aveva spedito a Camp Hetzel dove si stavano radunando i primi scaglioni di Cherokee in partenza per l'Oklahoma.

L'ignaro keller il capo della guardia nazionale Keller non immaginava che da lì a poco si sarebbe compiuto il suo destino. Aveva sottovalutato le giustificazioni di Horn che lo aveva avvertito sulla pericolosità di Zagor.
Lo aveva insultato definendolo un inetto ed un incapace.
Quanto si sarebbe dovuto ricredere nei pochi minuti che ancora gli restavano da vivere!
Zagor e Satko infatti erano già dentro la sua fortezza. Il suo inespugnabile punto di forza. Il simbolo della potenza e dell'impunità della Guardia nazionale Georgiana.
Ne seguì un cruento scontro a fuoco e i nostri due amici si allontanarono mentre Keller, che cercava di recuperare i soldi della cassaforte, periva in un rogo indomabile, che consumò in un soffio la sontuosa sede del suo movimento...
Zagor e Satko erano ancora sulle tracce di Horn diretti a Camp Hetzel...



"I deportati di Etowah"

A inizia la deportazione dei cherokee Camp Hetzel si erano radunati gli sfortunati abitanti del villaggio di Etowah: i primi a subire l'onta della deportazione. Fra questi vi era la bella e fiera Anawa, che era subito diventata il bersaglio degli appetiti viziosi degli uomini della Guardia che presenziavano la deportazione: fra questi il più pericoloso era certamente Hasley, il loro capo.
La bellezza di Anawa aveva colpito anche il giovane tenente incaricato di organizzare lo sgombero del villaggio: Norman Woodward.

Woodward la splendida anawa si era arruolato nell'esercito con ben altre ambizioni che quella di dover sfrattare dalle proprie case gente pacifica e integrata che non chiedeva altro che poter vivere la propria vita in pace. Il disprezzo che provava nei confronti di Hasley e dei suoi sciacalli era più forte del senso del dovere che la sua uniforme gli imponeva.
La scintilla rappresentata dalla sua passione per Anawa incendiò il giovane ufficiale come un fuoco di paglia e innescò una serie di attriti che lo fecero bersaglio della vendetta di Hasley e dei suoi uomini.

Questi hasley della guardia nazionale ultimi si erano uniti all'esercito con un preciso obbiettivo: derubare i Cherokee della diaria offerta dal governo americano per affrontare i disagi del viaggio. Una somma certamente insufficiente per i disagi del viaggio ma che rappresentava un bel gruzzolo per quel branco di sciacalli.

Hasley, woodward e anawa al quale si era unito Horn in fuga da Atlanta, voleva però prima mettere in atto la sua vendetta nei confronti della bella indiana e del giovane tenente, che vennero catturati con il favore della notte.
La disperazione nel vedere Anawa in balìa degli istinti animaleschi dei rapitori moltiplicò le forze di Woodward, che tornò al campo insieme all'indiana, e, soprattutto, informato del piano di Hasley di rapinare i Cherokee.
I vertici del comando non ne vollero sapere di scortare i deportati, disarmati ed inermi, fino a destinazione e Woodward, con immenso dolore maturava lentamentee inconsapevolmente l'intenzione di disertare per proteggere quei diseredati e soprattutto la donna che aveva occupato il suo cuore.
Nel frattempo, sulla pista di Horn, erano giunti al campo tre uomini che avrebbero cambiato i rapporti di forza: Zagor, Satko e Cico, (va bene Cico era quasi ininfluente...).



"Le piste si ricongiungono"

Woodward zagor satko e cico nella miniera accolse quegli inaspettati alleati come manna dal cielo. Imbalsamato negli ordini che gli impedivano di seguire Anawa per proteggerla da Hasley, il tenente informò i tre nuovi arrivati del piano degli uomini della Guardia Georgiana, pregando Dio che da soli potessero fare qualcosa per impedire la minaccia che incombeva sui Cherokee.
Zagor e gli altri partirono sulle loro tracce e li affrontarono in un drammatico scontro a fuoco all'interno di una miniera abbandonata. Solo la buona sorte impedì che facessero la fine dei topi in trappola.
Ma Hasley era ancora libero e pericoloso. Con un gruppo dei suoi, fra i quali c'era lo stesso Horn, aveva rapito Sequoya, il mitico inventore dell'alfabeto Cherokee, e Anawa, alla quale non aveva mai rinunciato.

Zagor sequoya rapito da hasleye Satko riuscirono a strappare i rapiti dalle grinfie dei rapitori ma si trovarono bloccati in una gola, circondati da un numero di uomini troppo consistente perchè riuscissero ad averne ragione.
Il dilemma morale di Woodward fu la soluzione al problema. Il tenente alla fine aveva deciso per quella che sembrava la strada che lo avrebbe condotto alla rovina. Nonostante le suppliche del padre, il vecchio sergente John Woodward, aveva disertato per portare un disperato aiuto a quella donna che aveva conquistato il suo cuore.
Ma da solo non avrebbe potuto cambiare nulla. Senonché il suo capitano aveva avuto l'incarico di raggiungerlo per consegnarlo alla corte marziale e giunse con i suoi uomini proprio in tempo per spazzare via gli uomini di Hasley.
Norman Woodward, abbandonò l'esercito grazie alla tacita complicità del suo capitano e di suo padre e vive tutt'ora con Anawa ad Oklahoma City dove collabora attivamente con Satko.

Darkwood Today

Burattini lo storico
di Vittorio Sossi
"come Zagor incontrò la storia"

Inutile dire che queste sono le due storie burattiniane di Zagor che amo di più, (finora). Burattini è uno zagoriano DOC e non resiste alla tentazione di rispolverare vecchi amici e vecchi nemici che costituiscono l'ossatura centrale del pantheon dello spirito con la scure.
Dopo, o in contemporanea, o prima, chi può indovinare l'ordine delle sceneggiature in una serie in cui non c'è una chiara successione temporale, aver rivitalizzato lo schiavo liberato Liberty Sam ampliando i suoi affetti, arricchendo la sua vita già misera di nuove vessazioni e, qualche numero dopo inserendolo di diritto nella storia della sua agognata Africa, Burattini si impegna a fare la stessa cosa con Satko.
Satko era un personaggio difficile da rispolverare.
La prima volta Nolitta ce lo aveva presentato in una storia molto semplice, non per questo meno bella, in cui affrontava il problema dell'integrazione fra indiani e bianchi senza affondare la lama nella realtà e consolandoci con un lieto fine.
Dopo quella storia non riprese più il nostro amato avvocato, che non ha mai avuto le caratteristiche adatte per essere un ritornante come Bat o Digging Bill..
Toninelli lo utilizzò come pretesto per imbastire il ritorno di Timber Bill: un lungo duello nel quale Satko rivestì un ruolo alquanto marginale, se si eccettua il processo a Zagor. Assistiamo al crollo del suo sogno di integrazione. Satko vive nel campo di suo padre con la bionda moglie e il piccolo Skip e si è allontanato dal paese natale di Linda.
Per altre due volte il ritorno di Satko si è limitato a storie corali avulse da qualsiasi contesto: La lotta contro il Wendigo e la vendetta di Butcher.
Ripescare Satko è stata una scelta coraggiosa e perfettamente riuscita.
Burattini lo inserisce pesantemente nel contesto storico del periodo, lo fa risiedere nella capitale dei Cherokee aggiustando l'anacronismo che lo vedeva ancora al campo nomade di Lupo Nero, lo fa diventare una pedina fondamentale al fianco di John Ross, lo fonde indissolubilmente con le vicissitudini della sua gente.
Da questo momento in poi la storia di Satko sarà la storia dei Cherokee quindi difficilmente potremo rivedere il nostro simpatico avvocato, (un caso più unico che raro di leguleio amabile), a meno di un inaugurabile passo indietro.
Nel costruire queste due storie, Burattini compie un altro azzardo coraggioso: mettere Zagor, un personaggio che si muove libero in un periodo dai contorni storici e temporali sfumati ed evanescenti, in una precisa datazione. Gli eventi della prima storia coincidono con l'incendio del Cherokee Phoenix realmente avvenuto e la seconda storia si svolge subito dopo il 1835 ai tempi delle prime deportazioni dei Cherokee. Inoltre gran parte delle avventure di Zagor devono essere quindi avvenute sotto la presidenza dell'amabile Jackson, tra il 1929 e 1938, - si confronti poi l'età del piccolo Skip!-.
In effetti Nolitta nell'avventura dell'attacco missilistico di Hellingen (mitica), non nomina mai apertamente il presidente...
Visto che queste due belle storie sono incentrate sulla dolorosa lotta per l'indipendenza dei Cherokee ecco alcuni indirizzi che ho trovato per chi volesse approfondire l'argomento e che ho utilizzato come fonti per i riferimenti in queste pagine (ovviamente tutti o quasi in inglese!):
Link alla cultura e alla storia dei Cherokee
La vita di John Ross
La storia dei Cherokee
la vita di Andrew Jackson
seal of the cherokee nation
il sillabario di Sequoyah
minidizionario cherokee
Cherokee trail of tears (l'evento che ha ispirato la lunga marcia)
vita di Sequoyah (George Guess)
vita di Sequoyah, sillabario e pronuncia delle vocali

riferimenti
Il trail of Tears
Burattini lo storico
in altre pagine
Satko
La Terra dei Cherokee
di
disegni Alessandro
Chiarolla
storia Moreno
Burattini
La Lunga Marcia
di
disegni Alessandro
Chiarolla
storia Moreno
Burattini
la Lunga Marcia
scheda Vittorio
Sossi