il conte di lapalette

Conte di Lapalette

(Raymond Dusmenil)

Ladro e Gentiluomo


 
il conte di lapalette
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Blizzard Gazette People

L'arte del furto
di Robert Short
"il conte di Lapalette"

Raymond Dusmenil è un singolare individuo. Nonostante sia un ladro incallito, la sua parlantina e il suo squisito bon-ton riescono a catturare la simpatia dell'interlocutore, - mentre la mano ti sfila il portafogli... -.
Raymond ha incontrato Zagor solo tre volte, ma si può affermare senza timor di smentita, che il suo intervento al fianco dello Spirito con la Scure è sempre stato risolutivo e indispensabile. A differenza di quei confusionari di Batterton e Digging Bill, è il conte che ha aiutato Zagor a venir fuori dai pasticci e non viceversa

La prima volta, all'inizio della sua carriera, la sua esperienza e le sue conoscenze furono determinanti per trarre di impaccio il nostro eroe, in un ambiente a lui poco congeniale: Chicago.
Zagor era giunto a Chicago per salvare un bambino rapito da un organizzazione criminale che, con mezzi illeciti, intendeva assicurarsi il monopolio del commercio di pellicce.
I palazzi di Chicago, la vita di città, le regole e le convenzioni dei cosidetti uomini civili, avrebbero potuto dove non potevano le pistole e gli sgherri della Lake's Fur Company.

La sottile abilità di Lapalette fu richiesta direttamente da Zagor in un'altra occasione. Solo la sua consumata destrezza poteva aver ragione dei marchingegni e delle trappole predisposte da Smirnoff a difesa di un documento che Zagor e Cico si erano prefissi di rubare.

La terza volta, invece, il destino incrociò casualmente le strade dei nostri due amici. Entrambi nei guai per colpa di un avversario misterioso, il diabolico Mortimer: un ladro senza scrupoli che pianificava con assoluta precisione i suoi colpi.
Solo le forze congiunte di Zagor e Lapalette, che agirono quasi alla cieca, riuscirono a mandare all'aria i piani perfetti del misterioso ladro.

Il conte mi ha parlato un po' del suo passato. non so se quanto ha detto corrisponde a verità; è molto bravo a mischiare le carte...
Dusmenil è veramente un europeo: è nato a Chartres nel castello del conte di Lapalette. Ma non è un nobile; come suole far credere per impressionare i suoi interlocutori e conquistarne la fiducia. Suo padre e sua madre erano a servizio nel castello. Grognard e Paulette, i suoi genitori erano il maggiordomo e la governante del conte. Il giovane Raymond, istruito con solerzia dal padre alle regole dell'alta nobiltà si guardò bene dal seguire le orme degli onesti genitori.
Sebbene non nutrisse una profonda antipatia per il conte, mal sopportava un futuro da servitore. Così nei rari momenti di libertà trasorreva le giornate nei bassi della città a seguire tutt'altro genere di lezioni. Le lezioni della strada che lo iniziarono alla nobile arte del borseggio.

Fu fondamentale nella sua vita l'incontro con Arsène Lupin un anziano ladro ed imbroglione dalla vita avventurosa ed imprevedibile.
Il ragazzo rimase affascinato dalla sua abilità nel destreggiarsi sia con le persone, che conquistava con i suoi modi squisiti, sia con i lucchetti che cedevano immancabilmente alla sua abile mano.
Quando aveva 25 anni, la morte di Arsène lasciò nel giovane discepolo un vuoto incolmabile.
Il futuro sedicente conte di Lapalette decise di rompere i ponti sia con Chartres che con la monotona vita del castello e si imbarcò in cerca di avventure alla volta del nuovo mondo, portando con sé solo il nome di quello che non sarebbe mai diventato il suo padrone: il conte di Lapalette...
In fede Robert Short.

Blizzard Gazette N°35

I ricattatori
di Robert Short
"Cosa portò Zagor a Chicago"

Tutto Zagor salva Keller iniziò con il salvataggio di Harry Keller: un trapper di Darkwood.
Zagor e Cico accorsero alle grida di aiuto e lo trassero fuori da una brutta situazione.
Keller sospettava che il cedimento del ponte, che ne aveva messo a repentaglio la vita, non fosse altro che l'ennesimo agguato organizzato dagli uomini della Lake's Fur Company: una compagnia che mirava al monopolio incontrastato del commercio di pellicce nella regione di Darkwood.
I sospetti di Keller presero corpo quando poco dopo i nostri amici ricevettero la visita di Langan: l'avvocato che rappresentava gli interessi della compagnia.

Il l'avvocato Langan bieco individuo voleva convincere con le buone o con le cattive Keller ad assicurare i suoi servigi alla compagnia e ad impedirgli di mettere in piedi un'organizzazione di cacciatori indipendenti.
La presenza di Zagor scongiurò lo sterminio della famiglia Keller e Langan si allontanò con la coda fra le gambe.
L'avvocato comunque non si perse d'animo: incrociato lungo la srada il piccolo Skip, il figlio di Keller, non esitò a trascinarlo con sè a Chicago, come moneta di scambio per assicurarsi l'adesione del padre.
Zagor, nonostante fosse intimorito dall'affrontare un ambiente così diverso dal suo campo d'azione abituale, non esitò un secondo ad accompagnare il suo amico in quella pericolosa avventura.



Chicago Democratic Press N°36

Acque torbide!
di
Henry Hatwell
"Cosa sta succedendo in città?"

Sembra zagor e il conte studiano le carte che qualcuno abbia deciso di fare un bagno nelle acque del lago Michigan e in quelle più torbide dove sguazzano i pescecani della Lake's Fur Company.
Da mesi ormai il nostro giornale denuncia gli abusi della compagnia e raccoglie testimonianze e prove regolarmente ignorate dal capo della polizia Crabbitt, che si sospetta sia al soldo del generale Blow.

Se le nostre zagor minaccia crabbit inchieste giornalistiche non sono riuscite ad intaccare la roccaforte di potere del generale, oggi qualcosa è cambiato.
E ci sono voluti degli uomini venuti da fuori, probabilmente minacciati direttamente dai progetti di monopolio di Blow e della sua tresca.
Ieri, tre persone hanno messo a soqquadro la stazione di polizia di Crabbitt e sono stati costretti ad una rocambolesca fuga.
I tre non si sono dati per vinti in quanto qualcuno è penetrato negli uffici della Lake's Fur Company e ha sottratto importanti documenti. Alcuni testimoni hanno riconosciuto fra i membri del commando Lapalette: uno dei più noti borseggiatori della zona del porto.

E' il deposito di pellicce lecito supporre che fra questi documenti ci fosse anche l'incartamento con il quale il generale Blow teneva sotto controllo Crabbitt. Proprio la villa di quest'ultimo è stata la successiva tappa di questi coraggiosi decisi a tutto. Il risultato è che l'appoggio di cui godeva la compagnia è svanito nel nulla.
Ma Blow è un uomo molto potente ed ha al suo servizio un piccolo esercito.
Si dice che abbia circondato la punta di diamante del gruppo, un uomo dalla casacca rossa, e lo abbia costretto a barricarsi nel deposito di pellicce sul lago Michigan, nei pressi del parco cittadino.
Mi sono recato sul posto. Il deposito era in fiamme e i pompieri sono riusciti a recuperare solo i cadaveri di alcuni sgherri di Blow.

I zagor si tuffa con skip testimoni giurano che l'uomo dalla casacca rossa, Zagor sembra essere il suo nome, forse un nome indiano, si sia salvato e si sia tuffato nelle fredde acque del lago con un bambino in braccio.
Tutti gli uomini di Blow e il generale stesso si sono radunati nel parco.
E' difficile immaginare che qualcuno sia sopravvissuto dopo un salto del genere; ma Blow sembrava più eccitato che mai.
Sembra incredibile ma si comportava come se fosse lui la preda e non quell'uomo solo e circondato.

Chicago Democratic Press N°37

Il campagnolo va in città!
di Raymond Dusmenil
"Un pesce fuor d'acqua"

La l'incontro fra zagor e lapalette prima volta che vidi Zagor aveva un aspetto smarrito. Per chi E' sempre vissuto tra boschi e trading Post, è difficile accettare la visione di tanti palazzi brulicanti di persone, senza un'ombra di verde.
Del resto quel furbastro di un messicano, che pur si dava tante arie di uomo vissuto, non è che fosse molto più avveduto. Lo alleggerii con il sorriso sulle labbra e mentre mi allontanavo lo sentivo cantare le lodi delle mie origini europee.
Immediatamente dopo, però, mi ritrovai in debito con Zagor che mi aveva salvato da una situazione, diciamo, spiacevole. Fu così che, dopo che si erano scontrati a muso duro con la dura legge del denaro e della corruzione, mi vennero a trovare per chiedere il mio aiuto. E non potei sottrarmi...
Del resto Blow spadroneggiava un po' troppo in città e cominciava ad allungare la sua mano anche sulla protezione e sulla estorsione. Mi faceva comodo metterlo a tacere.

Tonnerres un vero figurino è stato veramente un piacere lavorare a fianco di un uomo come Zagor!
Non ho mai più incontrato una tale potenza! Mi avrebbe fatto comodo un uomo che strapazzava degli energumeni come se fossero un' omelette. Con la mia abilità e la sua forza avremmo fatto un duo indimenticabile...
Ma torniamo al racconto...
Grazie al mio aiuto riuscimmo a ripulire la cassaforte della compagnia e ci trovammo subito di fronte ad una verità disarmante. Blow aveva documenti compromettenti che riguardavano metà delle personalità influenti della città: fra queste il vituperato mister Crabbitt, il capo della polizia. Ora quei documenti erano in mano nostra!
Penetrammo nella villa di Mr Crabbitt e lo convincemmo a negare il suo appoggio a Blow. Sentendosi se non le spalle coperte almeno non minacciate, Zagor volle fare di testa sua.!

Penetrò blow spara a zagor nel deposito di pelli di Blow e liberò il piccolo Skip, mi pare si chiamasse, e si lanciò con lui nel vuoto nel lago Michigan.
E osò lanciare una sfida finale al suo nemico.
Scelse con astuzia un terreno neutro.
Il parco cittadino. Qui avrebbe potuto muoversi a suo agio e sfruttare tutti i suoi trucchi contro la marmaglia di Blow. Nom du Diable li spazzò via ad uno ad uno e quelli che ebbero la fortuna di restare in vita non li ho più visti calcare le scena di un qualsiasi crimine.

Ma cameriere conte Blow era un avversario di tutto rispetto anche per le qualità straordinarie del nostro amico.
Debbo dire che mostrò fegato andando ad affrontare di persona Zagor. Però non si smentì e anche qui con un trucco riuscì a colpirlo al petto prima di essere finito dalle sue mani nude. Credevo fosse morto quando lo raccolsi esanime. Per fortuna la fibra di Zagor è resistente e se ne tornò a Darkwood dopo avermi lasciato una discreta sommetta, che mi consentì di non sopportare più l'umiliazione di fare il cameriere!

Darkwood Today

Ladri e gentiluomini
di Vittorio Sossi
"La palette, Lupin e gli altri"

c'è arsenio lupinSe un personaggio che mi piacerebbe vedere più spesso su Zagor questo è certamente il conte di Lapalette. Mi piacciono i ladri svelti e furbacchioni. Il conte poi è un personaggio dalla simpatia innata, come del resto quasi tutti i personaggi creati da Nolitta per il suo pantheon zagoriano.
Nolitta lo introdusse nel numero 35 della serie e non lo ritirò più fuori; mentre spesso facevano la loro comparsa i vari Batterton, Digging Bill e La Plume. Del resto le sue caratteristiche ne rendono difficile l'utilizzo nelle storie di Zagor. Il conte è un cittadino non un avventuriero vagabondo come Guitar Jim ed è difficile far incrociare la sua strada con quella dello Spirito con la Scure.

Castelli lo ripescò con uno stratagemma in una storia bizzarra, (ma secondo me molto divertente), la fortezza di Smirnoff. Rendendolo in maniera mirabile. Castelli aveva un feeling particolare con questo tipo di personaggi. Aveva creato per il Giornalino Gli Aristocratici una banda di ladri all'inglese con tanto di bombetta; il conte non avrebbe sfigurato nell'eterogeneo gruppo.
Solo la buona volontà di Burattini, cultore del passato zagoriano, è riuscita per la terza volta a tirar fuori dal cilindro, o dalla bombetta, il simpatico conte. In questo caso, come fa spesso, Burattini ha appioppato al conte un nome vero: Raymond Dusmenil. Ancora una volta però il teatro della vicenda è una città: in questo caso New York.
Sarà difficile, presumo, rivedere di nuovo il conte. Per quelli della mia generazione è inevitabile un confronto con un personaggio del nostro immaginario: quell'Arsenio Lupin portato sullo schermo da George Dècrieres in una strepitosa serie che andava di moda negli anni 70. Anche Lupin aveva il gusto e la classe di Lapalette, abilità nel travestirsi, fascinazione del gentil sesso, (Castelli ci presenta Lapalette sotto le spoglie del marajà di Lampoore mentre fà strage di cuori e collane femminili). I due fanno parte di quella nutrita schiera di ladri gentiluomini che tutti vorremmo essere e che tutte le donne vorrebbero incontrare...

Darkwood Today

Ladri poco gentiluomini
di Vittorio Sossi
"Assassini e canaglie"

L'intelligenza diabolik e l'abilità non sono però prerogative di personaggi non violenti come Lapalette e Lupin. Spesso l'astuzia diabolica si accompagna ad una totale assenza di scrupoli. E Burattini ce lo ricorda con l'introduzione del personaggio più interessante, almeno il mio preferito, dell'ultimo ciclo zagoriano. Quel diabolico Mortimer, pianificatore maniacale, spietato, silenzioso, trasformista, amante delle armi bianche: terrificante il suo bastone animato con la testa di lupo.

Nella prima avventura su Mortimer assistiamo al confronto alla cieca fra lui, Zagor e Lapalette. Certo se si fosse scontrato con il povero conte da solo, la lotta sarebbe stata presto decisa. Fortuna per Dusmenil che Mortimer ha preferito mandarlo in galera piuttosto che eliminarlo come faceva senza battere ciglio con tutti i testimoni scomodi.
Mancava un tale personaggio nelle storie di Zagor. Nolitta ci aveva deliziato con il Fante di Picche che, sebbene altrettanto scaltro e spietato, era solo un monomaniaco assetato di vendetta la cui vita si sarebbe bruciata in un paio di numeri: (però non è morto!!!).
Le potenzialità di Mortimer sono ben maggiori. Il suo sguardo allucinato preannuncia il suo ritorno, (confermato nella posta di Zagor di questo mese, febbraio 2002).
Mortimer fa parte di un filone narrativo opposto a quello dei ladri gentiluomini che trova, in Italia, il top con il Diabolik delle sorelle Giussani. cassaforti, stratagemmi, travestimenti ma soprattutto tanti morti ammazzati da pugnali e veleni.
Anche Mortimer ha la sua Eva Kant nei panni affascinanti della bella Sybil. Anche Mortimer ama travestirsi e osare. Si sente talmente sicuro che utilizza dei nomi fittizi che richiamano sempre il suo vero nome, (ma come lui stesso afferma chi ci dice che sia il suo vero nome?).

Sempre fantomas per l'angolo dei ricordi degli anni 70 c'era una antitesi naturale ad Arsenio Lupin: devo dire che io da piccolo ne ero veramente terrorizzato e non bastavano le gag del grande Louis de Funés ad alleviare la tensione. Fantomas, un uomo senza volto e dalla voce cavernosa che ricorda tanto il Camaleonte: il contorto avversario dell' uomo ragno. Di Fantomas ricordo molto poco: solo la maschera del suo faccione informe.

Osservazioni
ladri e assassini
La tesi
L'antitesi
correlazioni in altre pagine
la fortezza di Smirnoff
Mortimer
I Ricattatori di
disegni Franco Bignotti
storia Guido Nolitta
Lapalette
scheda Vittorio Sossi