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Osservazioni
Bedlam è un manicomio. Ma se è vero che non tutti i matti stanno nei manicomi non è forse vero anche il contrario?

 
 
 
 
La follia di Audrey
(Corrado Roi)
Bedlam Asylum
(Corrado Roi)
Zuzeca Zuzecato
(Corrado Roi)
Correlazioni
apparizioni
  • N°20 Nel manicomio di Bedlam ua donna ha partorito la progenie di Zuzeca, il serpente.
Bedlam

L'episodio del numero 20 è incentrato sul manicomio di Bedlam e sul mito di Zuzeca: il serpente. Nel consueto spaccato storico che caratterizza molti episodi di Magico Vento, Manfredi ci introduce le efferate torture dei primordi della psichiatria con l'operato di Benjamin Rush, il padre della psichiatria americana. Il quale, comprensibilmente, agli occhi di Poe, esterefatti di fronte ai suoi strumenti di cura-tortura, sembra più un inquisitore che un alienista.

Manfredi contrappone a questa sinistra figura il mite dottor Barnie Foster, orientato certamente più alla introspezione psicologica che allo strazio del corpo, per liberare la mente dei propri pazienti.

Foster, però, si trova impotente di fronte al caso di Audrey Davis: una donna cha aveva massacrato suo marito e che incute in lui timore e incertezza.

La follia della donna infatti non origina dai meandri della mente ma dalla possessione vendicativa di Zuzeca, il serpente.

Audrey per proteggere suo marito, tormentato da Zuzeca nella persona di capo Fiele, un suo sacerdote, ha ucciso lo stregone.

L'ira del Serpente la conduce alla follia tanto che la donna massacra il marito Walker, ai suoi occhi tramutato in un rettile antropomorfo, a colpi di accetta ed è costretta a subire una punizione ancor più terribile: partorisce un bambino deforme dalle sembianze serpentine.

La redenzione della donna è lunga e difficile. Sotto la guida di Magico Vento costretto a scavare nel suo passato per portare alla luce le cause della terribile vendetta.

Solo quando Audrey sarà in grado di accettare e ad amare suo figlio per quello che è, si libererà dalla morsa di Zuzeca.

Un'educazione alla tolleranza e alla accettazione del diverso, per vivere in armonia con le proprie paure e con gli altri.

Questa redenzione arriva in un manicomio, il luogo in cui formalmente vengono rinchiuse le persone malate di mente, ma che in passato era spesso usato per liberarsi di tutti quelli i cui pensieri deragliavano dai binari della comune opinione.

Manfredi ce lo suggerisce con l'esempio di Walker e con quello, purtroppo storicamente vero, del figlio del famigerato psichiatra Rush, citato sopra, internato dal padre fino alla morte per curarlo della melancolia!?.

Se volete leggere qualcosa sull'argomento dovete sicuramente ripescare in libreria Qualcuno volò sul nido del Cuculo, in cui c'è una figura splendida di ribelle ricondotto alla ragione tramite la lobotomia, o Arancia Meccanica, che analizza il dilemma se sia o no lecito riorientare comportamenti deviati attraverso pratiche chirurgiche o psichiatriche, o, se volete anche sorridere, Il Maestro e Margherita, per buona parte popolato da matti, per altri motivi, e in parte ambientato in un manicomio russo della prima metà del novecento.

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