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Le pagine sui fumetti in rete| edicola | Zagor

Scheda sul numero 40 in edicola di Zagor

scheda realizzata da Vittorio Sossi
ATTENZIONE: nelle sinossi troverete la trama della storia.
Le immagini sono proprietà dei rispettivi autori, sempre indicati, e utilizzate solo a scopo informativo.

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Copertina
copertina di Gallieno Ferri 
			© Sergio Bonelli Editore

Zagor 40

collana: Zenith Gigante 91

periodicità: mensile

Data Uscita: ottobre 1968

pagine: 100 - 96 tavole

prezzo: 200 lire

Titolo:
Lo Spettro del Passato

Storie:
Odio! (lo spettro del passato - seconda parte)

Note:
1- seconda apparizione di Hellingen
2- introduzione del personaggio di Fishleg

editore: Sergio Bonelli Editore

copertina di Gallieno Ferri
© Sergio Bonelli Editore

Le Storie

Odio! (lo spettro del passato - seconda parte)

autori: Guido Nolitta storia, Franco Donatelli disegni, ? Lettering

Personaggi principali: Fishleg baleniere in disgrazia; Hellingen scienziato pazzo

Sinossi

Odio! (lo spettro del passato - seconda parte)

Nello scorso numero , Zagor è stato fatto bersaglio di una serie di agguati da parte di spietati sicari che sono riusciti a ferirlo abbastanza seriamente. Mentre lo Spirito con la Scure si interroga sul mandante dei misteriosi attentati, è chiamato a sedare una guerra tra i Mosolopea, che lo hanno accolto e curato e gli Ottawa di Teseka, in fuga dalla isoletta sul lago Erie a causa delle scorribande di un misterioso "mostro" pisciforme notturno.
Giunti sul posto, Zagor e Cico sono scaraventati in acqua dal mostro, che prosegue tranquillamente la sua strada e vengono arpionati per sbaglio da una barca di passaggio, il cui equipaggio è probabilmente sulla scia della misteriosa balena...

Chiarito l'equivoco i due amici vengono issati a bordo, non senza qualche altro trauma dovuto alla dabbenaggine dell'equipaggio, e fanno la conoscenza di uno dei personaggi più importanti del pantheon zagoriano: Charles Humbold, detto "Fishleg", per via della protesi ricavata da un osso di balena.
Humbold ci racconta la sua storia: cacciatore di cetacei da sempre, ha visto la sua barca affondata dopo essere stata speronata da una balena, e quando ha cercato i fondi per comprarne un'altra tutti gli hanno voltato le spalle.
Ha deciso così di racimolare i quattrini per tornare sulla tolda aprendo una locanda a Lakewood sulla sponda del lago Erie.
Quando ha sentito la notizia della "balena" che si aggirava nel lago, nonostante la cosa fosse assurda alle orecchie di un esperto come lui, si è avventurato, a bordo di una barca di fortuna, nella caccia al fantomatico cetaceo notturno.
Lo stesso equipaggio è riciclato dal personale della locanda: il cameriere Rimsky, lo sguattero Jimmy e il cuoco Jean Paul, tre sventurati e pasticcioni poco avvezzi alla navigazione, figuriamoci alla caccia alla balena.

Zagor accetta di buon grado di unire le forze confidando se non nella ciurma di imbranati, nell'esperienza di Fishleg. Dimostra subito che è in grado di lanciare con precisione gli arpioni appuntiti infondendo un po' di speranza nella riuscita dell'impresa nel cuore del baleniere.
L'occasione non si fa attendere. Fishleg ha studiato a lungo i movimenti del mostro, che si muove solo di notte seguendo sempre la stessa rotta a partire da uno sperone di roccia su un isolotto del lago.
Dopo essersi riposati a riva, la notte seguente, la ciurma improvvisata attende il mostro al varco... e tutto va secondo le previsioni. La balena affiora nei pressi dello sperone e segue la rotta consueta, incurante dell'imbarcazione che l'aspetta. Fishleg e gli altri si preparano a scagliare gli arpioni.
Vanno quasi tutti a bersaglio ma gli arpioni sembrano rimbalzare sul dorso dell'animale... che vira e punta contro di loro.
L'urto è violentissimo e spacca la barca in due. Alla conta restano solo Zagor, Cico e Fishleg, mentre i tre marinai della domenica, simpatici e pasticcioni, scompaiono per sempre fra i flutti.

I superstiti guadagnano la riva proprio sull'isola che la balena è solita costeggiare. Qui Fishleg libera il dubbio che lo attanaglia dal momento del naufragio: quella non è una balena!
A sostegno della sua tesi i tre sopravvissuti guardano sbalorditi il mostro tornare verso l'isola ed entrare in un portellone di roccia, che si apre al suo passaggio per poi richiudersi e nasconderlo dentro il ventre dell'isola.
Quello che è passato davanti ai loro occhi non somiglia neppur lontanamente ad un cetaceo ma piuttosto ad una nave sottomarina ideata dall'uomo!

Indecisi sul da farsi i tre vengono sorpresi da un nuovo prodigio meccanico. Una parte del costone roccioso si apre e ne fuoriescono tre uomini armati, due dei quali si dichiarano come i responsabili dell'agguato che era quasi costato la vita a Zagor.
Gli uomini decidono di portare i tre all'interno di quella che ora si mostra chiaramente come un'avveniristica base operativa. Lampade elettriche alle pareti, inesplicabili macchinari e al centro, la banchina di attracco della nave sottomarina: lo Squalus.
Cico e Fishleg vengono chiusi in una baracca mentre Zagor viene portato al cospetto del capo dell'organizzazione. I banditi sostengono che Zagor lo conosce molto bene. A quanto pare il "vecchio", come lo chiamano loro, deve nutrire un odio inesauribile nei suoi confronti.
Entrato nella centrale operativa Zagor si trova davanti il professor Bauer, l'astronomo.
L'identità però è solo una maschera che cela un nemico ben conosciuto, pericolosissimo e mai dimenticato: il Professor Hellingen.

Miracolosamente scampato all'esplosione del laboratorio dal quale guidava il gigantesco Titan, Hellingen aveva pian piano ricostruito la sua organizzazione e rimesso in piedi una base operativa. Obiettivo prioritario il recupero del mostruoso automa dalle acque del lago. Per questo aveva ideato il prototipo di sottomarino che aveva ribattezzato Squalus.
Si era scontrato però con un intoppo imprevedibile quanto al di fuori della portata della sua intelligenza. Nessuno degli uomini che aveva assoldato poteva resistere alla pressione dell'acqua sul fondo del lago, un tempo sufficiente per le necessarie riparazioni di Titan.
Per cui dopo aver tentato di ucciderlo negli agguati dello scorso numero, Hellingen ringrazia il cielo che Zagor l'abbia scampata. Se c'è un uomo da fisico abbastanza robusto da svolgere quel compito quello è sicuramente il suo nemico.
Inietta a Zagor un siero che ne annienta la volontà e lo manda a bordo dello Squalus per riparare Titan. Zagor è così costretto, suo malgrado ad aiutare Hellingen nel suo piano di distruzione.

Tutto sembra perduto. Senonché Cico sfrutta l'unica occasione utile per mandare a monte i piani dello scienziato. Riesce a diluire il siero che annulla la volontà con dell'acqua pura. Per cui Zagor si risveglia dalla trance ipnotica appena in tempo per dirigere lo Squalus contro l'automa che sta per sorgere nuovamente dalle acque del lago.
Dopo aver distrutto le due macchine micidiali di Hellingen, si allontana a nuoto, non visto, e ritorna alla base, per liberare Fishleg e Cico.
Hellingen nel frattempo, incredulo alla cocente disfatta, invia un barca con la maggior parte della banda, sul luogo della collisione, per assicurarsi che Zagor sia morto nell'impatto... Continua

Puoi trovare la trama completa della storia con tutti i luoghi e i personaggi a questo link nel mio sito Il Viaggio di Zagor

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